FOTO E VIDEO / “Irpini troppo intelligenti per essere sottomessi da un clan di salernitani”. “De Luca prima del covid era destinato a sparire”. Oggi Caldoro-day

4 Settembre 2020

Alfredo Picariello – Il Caldoro-day in Irpinia inizia da Avellino. Lo sfidante del governatore uscente arriva, come sempre, puntuale all’apertura della campagna elettorale di Fratelli d’Italia. Saluti, sorrisi, strette di mano virtuali e poi, la stampa. I giornalisti “punzecchiano” Stefano Caldoro, ricordandogli che i sondaggi danno nettamente vincente De Luca.

“In due settimane – afferma Caldoro – siamo riusciti a recuperare oltre 10 punti nei confronti del centrosinistra. Siamo sereni e andiamo avanti per la nostra strada, tutto è ancora possibile. Dobbiamo parlare con gli elettori e provare a convincerli, senza però avere gli atteggiamenti padronali del nostro avversario. De Luca viene in Irpinia e vuole comandare insieme ai suoi amici salernitani, proprio come fa a Salerno. E’ un avido, in maniera avida vuole letteralmente occupare la provincia di Avellino”.

“Il nostro percorso è invece diverso, la nostra è una coalizione politica ben connotata che fa riferimento a partiti nazionali. La nostra è una scelta di libertà, al nostro interno non c’è un’accozzaglia di liste, molte delle quali servono esclusivamente a garantire qualche poltrona a qualche politico”.

Durante il suo intervento al tavolo, Caldoro poi rivela: “Prima del Covid, avevo la fila di persone, anche del centro-sinistra, che volevano candidarsi con noi. Sappiamo perfettamente che De Luca, prima dell’emergenza sanitaria, non era più il candidato del Pd. In tanti, senza battere ciglio, lo avrebbero abbandonato al suo destino. Anche in Irpinia”.

Caldoro rivendica, con forza, di aver dato il là al rilancio economico e strategico delle aree interne. “Prima del mio mandato, si facevano solo chiacchiere sulle aree interne. Quando sono andato al governo regionale, ho completamente invertito la rotta, puntando tutto sulle aree interne, con un grande progetto ed una grande iniziativa strategica che è stata in grado di intercettare fondi nazionali e fondi europei”.

L’ex governatore rispedisce poi al mittente – De Luca ieri ha effettuato una visita a sorpresa – le accuse di aver abbandonato Industria Italiana Autobus, ex Irisbus. “E’ vero l’esatto contario. La riconversione dello stabilimento di Flumeri è iniziata con me. De Luca è bravo solo a tagliare nastri o a mettersi medaglie al petto su cose che ho fatto io. Chiedete a qualsiasi sindaco irpino, cosa ha fatto De Luca per loro. Tutti ricordano l’accelerazione della spesa fatta da me. Lui non ha fatto un bel nulla”.

Anche sulla sanità, Caldoro è al vetriolo. “Gli ospedali in Irpinia li ha chiusi lui, non il sottoscritto. Il nosocomio di Bisaccia lo hanno chiuso Bassolino e De Luca, io poi l’ho riaperto con l’hospice. Io ho riaperto gli ospedali che il Pd e De Luca avevano chiuso. Quindi, per cortesia, non diciamo fandonie. La sanità in Irpinia ha avuto molti meno soldi di quella salernitana. In provincia di Avellino, i cittadini devono pagarsi le prestazioni sanitarie, a Salerno no. De Luca ha preso i soldi della sanità irpina e li ha dirottati in provincia di Salerno”.

Così come aveva fatto già qualche settimana fa, sempre al De La Ville, il consigliere regionale forzista prova a pungolare l’orgoglio irpino. “Veramente pensate di essere colonizzati da un clan salernitano di cui De Luca è la massima espressione? De Luca vi ha tolto i soldi della sanità, vi ha chiuso gli ospedali, non ha dato più soldi ai Comuni. Ha, in pratica, dimenticato completamente l’Irpinia. Anzi, se n’è ricordato solo quando doveva piazzare i suoi manager salernitani in qualche azienda pubblica. Gli irpini sono troppo intelligenti, perché vogliono essere messi sotto i piedi da un clan salernitano?”.

Caldoro “assente” in Irpinia? “Sono venuto tante volte. E non è che ogni volta che vengo, devo per forza suonare la gran cassa. Sono venuto sia come consigliere che come presidente. Anzi, ho fatto un po’ di conti e credo di esserci venuto più volte di Bassolino e De Luca. La mia opposizione è stata ininfluente? Non credo proprio, visto che, prima del Covid, eravamo sopra a De Luca di 15 punti. Pd e 5 Stelle avevano ormai l’accordo in tasca per candidare Costa alla presidenza. A De Luca, se andava bene, sarebbe toccato qualche ente. Poi è arrivata l’emergenza. Il coronavirus è stato come una guerra. Capisco la paura della gente. Ma non bisogna fidarsi di De Luca. E’ stato un bluff. Ha solo giocato sulla paura”.

Quando Stefano Caldoro arriva in Irpinia, è inevitabile parlare con lui di De Mita. “Dov’è la politica con De Mita? Cosa ha fatto? Dopo 5 anni trascorsi assieme al governo della Regione Campania, l’ultima notte pre-elettorale ha deciso di tradirci e di passare con De Luca. Il patto di Marano che cosa è stato se non uno scambio di favori? Scambio che ancora oggi De Mita fa “pagare” a De Luca. Una cosa innaturale”.