FOTO E VIDEO / Casa sulla Roccia a Rione Ferrovia. “Crescono i casi di violenza sulle donne e di ludopatia. Qui in periferia per dare risposte”

24 Settembre 2020

Alfredo Picariello – Una sorta di “consultorio” di quartiere. Ubicato in uno dei rioni più popolosi della città di Avellino, dove spesso avere dei servizi efficienti ed efficaci è sempre più difficile. Alla Ferrovia, per l’esattezza via Fontanatetta, nasce “Socialab”, una piccola ma accogliente struttura che prende il via sotto le “insegne” ormai celebri, di “Casa sulla Roccia” e “Demetra”, società cooperativa sociale.

Alla Ferrovia, dunque, ecco un centro antiviolenza, uno studio di psicoterapia, l’ufficio adozioni internazionali e il centro per le famiglie. “Siamo in periferia perché Casa sulla Roccia predilige da sempre la periferia”, afferma Maria Rosaria Famoso, presidente Demetra e coordinatrice casa rifugio “Antonella Russo”. “Il nostro servizio nasce 35 anni fa proprio per rispondere alle esigenze delle periferie e delle persone con difficoltà e con disagio. In questo modo, continua la nostra mission lungo una strada maestra intrapresa sin dall’inizio”.

Difficoltà e disagi possono manifestarsi in tanti modi, purtroppo. E questo Casa sulla Roccia lo sa bene, perché è attiva su più fronti, pronta sempre ad affrontare e combattare piccole e grandi battaglie quotidiane. A cominciare dalla piaga della violenza sulle donne. “Nel periodo di emergenza di lockdown abbiamo lavorato di più, facendo dei veri e propri miracoli, fornendo nuovi servizi. Da aprile a settembre abbiamo accolto quattro nuovi nuclei familiari. E’ stato tutto più difficile in periodo di emergenza”.

“In Irpinia – prosegue Famoso – la violenza sulle donne putroppo c’è ed è qualcosa di concreto. I dati crescono e questo è preoccupante”. Dalla violenza di genere, alla ludopatia, un’altra piaga che sarà affrontata, nello specifico, alla Ferrovia. “Aumenta la richiesta di interventi in Irpinia per affrontare il problema della ludopatia. A differenza della dipendenza dalla droga, la ludopatia è silente e quindi le persone che chiedono aiuto lo fanno perché ormai sono imbrigliati nella dipendenza e non sanno come uscirne”.