FOTO E VIDEO / Bye Bye Novolegno, Fantoni snobba l’Irpinia e lascia per strada 105 famiglie. La rabbia dei sindacati

14 Maggio 2020

Alfredo Picariello – Un’altra mazzata di non poco conto per una terra già martoriata, una terra dove la disoccupazione cresce sempre più e dove gli effetti del coronavirus rischiano di essere devastanti sotto il profilo economico. Bye bye Novolegno, un’altra storica fabbrica chiude i battenti e lascia per strada 105 famiglie. Il gruppo Fantoni è stato irremovibile, confermando la scelta presa nel febbraio del 2019, quando decise di smobilitare da Montefredane, dalla frazione di Arcella che, quaranta anni fa, aveva accolto la holding friulana con un mega capannone industriale, mettendo anche in conto le consueguenze di tipo ambientale.

Fantoni non ha mai ascoltato le esigenze dell’Irpinia in questi lunghi e difficili mesi. A nulla sono serviti i sit in, i consigli comunali straordinari e ogni altro tipo di azione. La “doccia fredda” è arrivata da poche ore, il gruppo ha deciso di non voler applicare la procedura per le nove settimane ulteriori di ammortizzatori sociali in seguito al Covid-19. Con la scadenza dei dodici mesi di cassa integrazione, ormai ogni rapporto tra le maestranze, anche oggi diligentemente lavoro, e la Novolegno, è cessato.

I sindacati provano, però, a tenere alta l’attenzione sulla vertenza. Stamane, nel pieno rispetto delle norme di distanziamento, dinanzi l’opificio e nei pressi della tenda delle resistenza allestita sin dall’inizio della “battaglia”, si è tenuta una sorta di sit in di protesta. Tra le preoccupazioni maggiori, l’allarme sociale che la perdita di lavoro per 115 famiglie potrebbe generare. L’amaro in bocca è grande, anche perché, almeno prima che scoppiasse la pandemia, sembrava ci fossero le condizoni per avviare, anche a livello ministeriale, un discorso su un polo di riciclo del legno a Montefredane.

La procedura di licenziamento sarà comunque impungata, quindi la lotta di sicuro si sposterà nelle aule del tribunale. “Fantoni ha voluto spezzare le gambe a tutto il territorio, non solo ai lavoratori della Novolegno”. I sindacati comunque chiederanno, anche dopo il 15, un incontro con il Governo.