FOTO / “Da oggi lavorerò ad un nuovo Pd ma non alla Renzi, nessuna rottamazione: saremo inclusivi”. Petracca e la “carica” di sindaci e consiglieri

FOTO / “Da oggi lavorerò ad un nuovo Pd ma non alla Renzi, nessuna rottamazione: saremo inclusivi”. Petracca e la “carica” di sindaci e consiglieri

3 Ottobre 2020

Alfredo Picariello – Sta per nascere un nuovo Pd in provincia di Avellino. Lo si sente nell’aria ad Atripalda, dove il neoconsigliere regionale Maurizio Petracca chiama a raccolta tutti coloro che hanno contribuito alla sua rielezione. Ma non chiamateli petracchiani, ci tiene a precisare lo stesso presidente uscente della Commissione Agricoltura. Però, se il Partito Democratico dovesse crescere e avere nuove adesioni in Irpinia, il merito sarà tutto dello stesso Petracca.

La sala, all’aperto, nel pieno rispetto delle norme anti-covid, restituisce un ottimo colpo d’occhio. Ci sono tanti sindaci. Quello di Castelfranci, Generoso Cresta, di Sorbo Serpico, Maria Teresa Fontanella, di Cairano, Luigi D’Angelis, di Monteforte Irpino, Costantino Giordano, di Torrioni, Annamaria Oliviero, di Sperone, Marco Alaia, di Summonte, Pasquale Giuditta. Causa covid, non sono riusciti a venire quelli di Montella, Buonopane, e di Frigento, Ciullo.

E sono proprio i primi cittadini ad alimentare il dibattito, dopo l’introduzione di Enza Ambrosone che dice: “La campagna elettorale è stata un viaggio che ci ha messo le ali sotto i piedi. Da oggi forse comincia la parte più difficile. Chi ha votato Pd ha visto la possibilità di un percorso nuovo attraverso Petracca. Dobbiamo dare la stura ad un modello diverso di Partito Democratico”.

Rompe il ghiaccio Luigi D’Angelis. “Dobbiamo essere capaci di misurarci sui problemi reali, come lo sviluppo, l’area vasta, i beni comuni. L’appartenenza ad un partito si fa con i comportamenti e con i fatti, non con le tessere. Si evitino nel Pd le solite e stantie litanie”.

La platea, e gli interventi, è fatta anche di diversi consiglieri comunali. Ecco Chiara Cacace, di Avella: “Maurizio Petracca ha risvegliato in tutti noi una passione politica ed un amore per il Pd che ormai erano scomparsi. Ora è il momento di accantonare il vecchio stile del Partito Democratico irpino”.

Prende la parola Pasquale Giuditta. “Oggi doveva essere la festa di tutto il Pd, mi dispiace non vedere il commissario Cennamo e gli altri candidati. Il risultato ottenuto, ad ogni modo, non è solo del Partito Democratico. Molti di noi ancora non sono iscritti. Deve iniziare un nuovo percorso che non significa sostituire quelli vecchi con i nuovi. Occorre stabilire un metodo nuovo, occorre organizzare un’agenda di lavoro e di priorità che supporti il nostro consigliere regionale”.

Assessore di Grottaminarda, ecco Virginia Pascucci. “Come diceva Giuditta, molti di noi non sono ancora iscritti al Pd, ma faremo questo nuovo percorso per supportare Petracca e per rafforzare la nostra voce in Regione tramite lui”.

“Dobbiamo avere, da oggi in poi, la capacità di includere. Va riaperto il tesseramento del Pd per poi procedere ad un congresso che sia però inclusivo”. A dirlo è Alaia, sindaco di Sperone.

Per Nancy Palladino, assessore di Atripalda, “la militanza in un partito è fatica, è sacrificio. Davanti a noi, da oggi in poi, abbiamo un cammino molto difficile. Noi dobbiamo essere un aiuto per Petracca, un valido supporto”.

C’è, l’unica degli altri candidati del Pd, Antonella Meninno. “Oggi comincia il nostro vero cammino. Dobbiamo lavorare tutti insieme nell’interesse dell’Irpinia, dobbiamo essere coesi e portare avanti un percorso condiviso”.

Ma in sala non c’è, ovviamente, soltanto chi ha preso la parola. Ci sono anche Luca Cipriano e Nicola Giordano, consiglieri comunali di Avellino, l’avvocato Nello Pizza, Ferdinando Romano, Modestino Verrengia, Vanni Chieffo, l’assessore di Mercogliano Pasquale Ferraro. Si vede anche il presidente del Parco del Partenio, Franco Iovino.

Una comunità di uomini e donne, come la definisce Ambrosone. Sul Pd irpino, prima di sedersi, Petracca dice ai giornalisti: “Occorre ovviamente ripartire dal congresso, ma non un congresso sic et sempliciter, non avrebbe un gran senso. Il Pd deve dunque partire prima da un’idea di Irpinia, da una piattaforma programmatica. Da quella piattaforma, lanciare eventualmente anche proposte di candidature che io auspico unitarie. Non serve a niente fare il solito congresso muscolare, senza idee e proposte, in grado soltanto di misurarsi e di contarsi. E’ ovvio che si riparte dalla lista che il Pd ha presentato alle regionali perché ha rappresentato e rappresenta l’espressione della volontà del partito a livello nazionale, regionale e provinciale. Il mio, come è dimostrato dai dati, è stato un risultato molto importante, in proporzione risulto essere il consigliere regionale più eletto in Campania. I numeri, come è ovvio che sia, sono pietre. Il consenso che ho ricevuto è frutto del mio lavoro in cinque anni di consiliatura regionale ma è anche un segnale al Pd”.

“Non mi perderei in polemiche sterili – prosegue -. Gli altri consiglieri regionali sono stati eletti in altre liste, in particolare civiche. L’unico partito di centrosinistra è il Pd. Gli altri, dunque, hanno fatto le loro scelte e quindi proseguiranno lungo la loro strada. Faccio gli auguri a tutti gli eletti e spero di lavorare con loro in modo proficuo, al di là delle appartenenze politiche e partitiche”.

In sala, poi. “E’ stata una campagna elettorale molto complessa, non solo per il covid, ma anche perché c’era più di uno che non voleva la mia elezione. Il sabato prima delle elezioni, il risultato nella mia testa mi dava vincitore, ma non in questa misura. Sono riuscito a conquistare 15mila voti, un risultato inatteso. Quei voti hanno nomi e cognomi, sono ascrivibili in parte minoritaria al Pd. Questo è un fatto. In tanti si sono poi iscritti, in tanti vogliono farlo e lo faranno e quei pochi che non vogliono, li convincerò a farlo. Votando me, si è immaginato un percorso nuovo anche nel Pd. Ma non alla Renzi, non ci sarà nessuna rottamazione. Nuovo deve essere il modo di approccio. L’approccio nuovo deve essere quello di far parlare del partito non per i litigi, le correnti, il congresso, ma per le proposte, le idee per l’Irpinia, la piattaforma programmatica. Bisogna costruire dei processi su cosa fare per la provincia di Avellino. Ho sentito parlare che da oggi per me c’è una nuova responsabilità. Anche questo è un approccio sbagliato, dobbiamo dire che la responsabilità è di tutti, perché non ho vinto solo io”.

“Ancora non so – prosegue – cosa farò in Regione, a parte il consigliere. Ma so bene cosa farò in Irpinia: mi dedicherò a costruire il Pd, dando spazio ai giovani. Si dovrà partire dal basso, dalle sezione, senzo commistioni tra partito e istituzioni. Soprattutto, azzeriamo le aree. Non devono esistere più aree nel Pd. Dobbiamo costruire percorsi di crescita, pecorsi condivisi. Non c’è una selezione della specie, dobbiamo lavorare tutti insieme, perché nel Pd abbiamo vinto tutti”.