FOTO / “Abbiamo combattutto una guerra, ora non fateci tornare invisibili”. Infermieri in piazza per chiedere “rispetto”

FOTO / “Abbiamo combattutto una guerra, ora non fateci tornare invisibili”. Infermieri in piazza per chiedere “rispetto”

15 Giugno 2020

Alpi – Palloncini rossi che volano nel cielo. Nel cielo sopra Avellino. Infermieri in piazza non solo nel capoluogo irpino ma in altre 30 città italiane. E’ un flash mob spontaneo. Sono quasi in cento, in piazza Libertà, e rispettano rigorosamente le distanze, con tanto di mascherina con su scritto in bella evidenza qual è la loro professione. Ci sono gli striscioni e, soprattutto, c’è la voglia di essere rispettati. “Stop al precariato. Eroi a tempo determinato”. Hanno combattutto in prima linea, con turni massacranti. Molti, troppi, di loro si sono ammalati o sono morti.

Servono – dicono in massa – stabilizzazioni, assunzioni, migliori condizioni di lavoro per un comparto che è il perno su cui si fonda il sistema sanitario nazionale. “Vorremmo essere gratificati non con parole di elogio ma con i fatti”, dice Giuseppe. “Ci aspettiamo le stabilizzazioni. Combatteremo affinché possano essere completati i concorsi avviati”.

Una di loro lavora nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Moscati di Avellino. Fa questo lavoro da ben 22 anni. “Forse siamo stati i primi ad accogliere il Covid, il 23 febbraio scorso. Inizialmente eravamo impreparati, la paura era tanta. Abbiamo lottato perché è stata una vera e propria guerra. Ma siamo riusciti ad essere compatti ed uniti. La paura ci ha accompagnato e ci accompagna ancora. Le istituzioni, purtroppo, hanno fatto solo proclami ma non ci sono state vicino. Il momento più difficile lo abbiamo vissuto dalla fine di febbraio e per tutto il mese di marzo. Abbiamo visto arrivare in ospedale persone, giovani, con le proprie gambe, che poi sono morte. Non ho mai visto cose del genere in 22 anni. Se ci penso, sono ancora sconvolta. La situazione oggi è più sotto controllo, ma il virus è ancora presente e, dunque, non bisogna abbassare la guardia”.

“Non vogliamo essere chiamati eroi, vogliamo semplicemente che la nostra figura venga valutata per quello che è oggi e che il governo dia il giusto riconoscimento alla nostra professione”.

Gli infermieri, dunque, chiedono “rispetto” e il giusto riconoscimento “sociale, prima ancora che economico” per le loro figure professionali, decisive per tenere botta contro lo tsunami Coronavirus, ma secondo loro “non ancora sufficientemente considerate, valorizzate e tutelate” per il lavoro che svolgono.

Oggi gli infermieri hanno chiesto un impegno alle istituzioni e alla società: “Non fateci tornare invisibili”. A promuovere l’iniziativa è stato il Movimento nazionale infermieri.