In occasione del 69° anniversario della liberazione il sindaco Paolo Foti non ha dribblato le domande scomode sul futuro della città e ha chiarito una volta per tutte la sua posizione circa le voci che si rincorrono da giorni sulla squadra di governo.
“Il rimpasto in giunta è un argomento di cui parlano i giornali e di cui si parlotta in città – ha detto – ma è una questione che sinceramente non rientra nelle mie priorità , anzi non valuto proprio in questo momento. Ci sono altre esigenze, come riavviare le opere pubbliche e francamente ai problemi non si risponde con altri problemi. È da sciocchi”.
Paolo Foti, quindi, intende resistere alle pressioni che gli arrivano da via Tagliamento e dai consiglieri di maggioranza. “Questo è il mio metodo di lavoro – chiosa – ed è cosa nota. I consiglieri del Pd hanno sempre saputo come mi piace operare, ovvero da persona intellettualmente onesta. È chiaro che i consiglieri, così come il sindaco, subiscono le pressioni dei cittadini e della città che vedono ad esempio un presidio sanitario prigioniero di un opera pubblica come la Bonatti incompiuta. Lo capisco, ma guardo con ottimismo al futuro della città: se si lavora in condivisione i risultati ci saranno”.
Le critiche dell’opposizione non sembrano scalfire il primo cittadino che infatti si mostra sereno anche rispetto al lavoro svolto in questi mesi: “Nonostante posso disporre di persone competenti in legislazione di opere pubbliche, io stesso ho una grande esperienza, ciò non toglie che c’è voluto tempo prima di riuscire a mediare con le imprese appaltatrici che non sono certo delle benefattrici. Poi non dimentichiamoci che la giunta si è insediata il 10 luglio e la macchina complessiva si è messa in moto da ottobre, perché assessori, consiglieri, sindaco, non lavorano certo da soli, ma in sinergia con dirigenti e funzionari che nei mesi di luglio e di agosto vanno in ferie”.
Paolo Foti è convinto che ormai la città si appresta ad una nuova fase: “Confidando molto nella pazienza avuta dalla comunità rispetto ai disagi – conclude – ci avviamo nelle prossimi settimane a risolvere le incompiute: sto parlando della riapertura del cantiere della Bonatti, del Tunnel, delle procedure per la bonifica di Piazza Castello. Ma il vero banco di prova per la città sarà la programmazione su cui stiamo lavorando da un paio di mesi per delineare la strategia 2014/2020 affinché Avellino si riappropri del suo ruolo di capoluogo. Per la città si tratta dell’ultimo treno, ma sono convinto che i frutti si vedranno presto”. (di Rosa Iandiorio)
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
