Formaggi campani e pugliesi: quali sono i prodotti della tradizione?

Formaggi campani e pugliesi: quali sono i prodotti della tradizione?

29 Ottobre 2019

Quando si parla di cucina si sa, gli animi di scaldando e ognuno protegge i prodotti tipici locali, facendo il tifo per l’enogastronomia regionale un po’ come succede nel calcio per la propria squadra del cuore. Allo stesso tempo è importante rispettare le specialità di ogni località, imparando a conoscere le qualità ogni alimento, soprattutto quando si tratta di eccellenze che rispecchiano i dettami della tradizione e valorizzano il territorio.

In particolare, quando si parla di formaggi due regioni si trovano ai vertici della cultura culinaria italiana, la Campania e la Puglia. Da un lato abbiamo i classici campani, come la mozzarella di bufala e il caciocavallo irpino, dall’altra il canestrato e la burrata per i formaggi pugliesi. I sapori sono ovviamente completamente differenti, così come il gusto e gli aromi, ogni prodotto però mette in evidenza un forte vincolo con le zone produttive.

Per quanto riguarda la Puglia i suoi formaggi hanno ottenuto importanti riconoscimenti, sia a livello nazionale che internazionale negli ultimi anni, facendosi strada ai vertici della gastronomia italiana di alta qualità. Prodotti come la mozzarella, la burrata e il caciocavallo Murgella, un marchio prestigioso del Caseificio Palazzo, attivo fin dal 1957, sono alimenti realizzati secondo i dettami della tradizioni, con un’accurata selezione delle materie prime e processi di lavorazione a mano che rispettano la storia della Murgia barese.

Tra i prodotti locali pugliesi troviamo formaggi dai sapori delicati ma decisi, aromatizzati con erbe naturali e spesso provenienti da agricolture biologiche, come la burrata all’erba cipollina e quella alle foglie di menta. Altrimenti è possibile optare per un gusto più forte, come quello proposto dal caciocavallo silano DOP o dalla variante affumicata, con elevati valori nutrizionali e caratteristiche tipiche dei formaggi più stagionati.

Per non parlare poi della mozzarella pugliese, soprattutto nella versione a trecce, ideale da servire come antipasto insieme ai salumi locali. Quello pugliese è un ecosistema gastronomico in forte ascesa, grazie all’impegno di decine di piccole imprese a conduzione familiare, che lavorano duramente non solo per affermare i propri prodotti, ma per dare nuovo slancio e valore a tutto il territorio regionale.

Dal lato opposto, invece, abbiamo la grande varietà della tradizione casearia campana. All’interno si trovano laboratori artigianali con una storia secolare, che trattano con cura le materie prime e rispettano i procedimenti messi a punto durante decenni di esperienza diretta. Fanno parte di questa tradizione prodotti come la mozzarella di bufala campana, un alimento rinomato in tutto il mondo, che gode di una fama internazionale di altissimo livello.

Allo stesso tempo la Campania non è sinonimo soltanto della mozzarella di bufala, nonostante sia il formaggio più famoso. Nel novero dei prodotti d’eccellenza si conta anche la caciottina canestrata di Sorrento, un alimento fresco a breve stagionatura, con un sapore adatto al consumo durante i mesi estivi. A tavola o al ristorante non può mancare il caciocavallo irpino, realizzato nel territorio dell’Alta Irpinia con il latte di vacca locale, lasciato stagionare in maniera naturale all’interno delle grotte di tufo.

Per non parlare del pecorino del Monte Marzano, un formaggio più duro e saporito, arricchito con aceto e olio d’oliva extravergine nella fase di stagionatura. Che dire anche della stracciata del Matese, della scamosciata e della treccia campana, tutti formaggi freschi ottenuti a partire dal latte di vacca del territorio, caratterizzati da una pasta cremosa e filata unica nel suo genere.

Come si può notare entrambe le regioni offrono formaggi di altissima qualità, perciò è possibile scegliere liberamente, mettendo da parte ogni tanto le antiche rivalità enogastronomiche. Anzi, oggigiorno è sempre più opportuno riconoscere la ricchezza della cultura culinaria del Sud Italia, appoggiando le aziende che si impegnano tutti i giorni per garantire quell’eccellenza che ci ha reso famosi nel mondo, specialmente grazie al grande contributo fornito dai nostri territori.