Forgione Pd: “Adesso tutti sul carro del vincitore Matteo Renzi!!”

16 Agosto 2013

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Andrea Forgione che in una lunga lettera esprime il suo rammarico nei confronti di coloro che solo adesso guardano al sindaco di Firenze Matteo Renzi, come l’unico vero leader del Partito Democratico.

“Come Cassandra vediamo per primi le cose ma non siamo creduti subito. E’ da sempre cosi. Nel 2007 credemmo per primi al Pd , insieme a pochi altri (Maselli, D’Amdrea, Di Iorio,) mentre gli altri ci definivano quei pazzi del Pd. Poi Veltroni vinse ed allora tutti fecero a gara per salire sul carro del vincitore, anche i piu’ scettici. E che voli pindarici per spiegare l’inversione a U che li portò nel Pd dopo che lo avevano irriso. Cosi fu per la candidatura a governatore della Campania del sindaco di Salerno , Vincenzo De Luca. Fummo i primi in Campania a credere in lui. Gli altri, sempre i soliti, lo definivano lo sceriffo, il fascista, il populista. Poi tutti a Paternopoli per incontrarlo e fare a gara per comparire dietro la telecamera durante le interviste, o all’Hotel de la Ville ad Avellino per assicurarsi il posto in prima fila. Cosi è stato per Matteo Renzi. Fummo i primi ad andare a Firenze al primo Big Bang, i primi a parlare di Renzi come futuro leader del Pd, i primi a sostenere la necessità di rinnovare la classe dirigente del partito. Prima ancora che Renzi diventasse il rottamatore fummo noi, i democratici di Paternopoli, a chiedere un passo indietro ai vari Bindi, D’Alema, Fioroni, Turco. Mai sazi di innovazione e rinnovamento fummo i primi a capire che il futuro della politica era sul WEB e perciò fummo noi a tesserare Beppe Grillo al Pd, tessera poi rifiutata dal Pd romano. Salvo poi accorgersi, a Roma, della forza del Web quando a febbraio il movimento 5 stelle divenne il primo partito italiano per consensi, costringendo Bersani ad un ritorno precipitoso in quel di Bettola. Ed è cosi anche adesso.
Sono tutti diventati renziani. La comunista D’Amelio, il socialista Adiglietti, il democristiano De Blasio, il giovane bersaniano Famiglietti, anche il sindaco Salzarulo tentenna ma cadrà, perfino il galassiano Festa ha capito dove soffia il vento. Tutti sul carro del vincitore pur di conservatore un posto al sole. Anche De Luca alla fine sarà costretto a cedere, figuratevi. Ed il bello che chi tardi arriva bene alloggia. E’ come una maledizione. Gli ultimi diventano i primi ed i primi gli ultimi. Perché noi non chiediamo nulla in cambio. Non vogliamo andare a Roma per scaldare le poltrone di Montecitorio, non vogliamo prebende da Salerno, non vogliamo stare in direzione, non viviamo di politica. Non partecipiamo come mazzieri al mercato delle vacche. Chiediamo solo di partecipare alle scelte condivise, di dare il nostro umile contributo al cambiamento, di poter gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ma niente , sempre ritornano, come scaltri predatori aspettano che noi rincorriamo la preda, la atterriamo e poi si manifestano per partecipare al banchetto. Sono talmente tanti che chi ha fatto la battuta di caccia rimane sempre a bocca asciutta. Ecco perchè i democratici di Paternopoli , senza storia e senza età, eroi di un sogno democratico, possono essere tradotti nel motto: ci sedemmo dalla parte del torto perchè da quello della ragione era tutto occupato. In splendida solitudine, fieri e consci che alla fine il tempo è galantuomo e restituisce ad ogni uomo la proprio misura. Il prossimo congresso del pd dirà se ancora una volta le cassandre di Paternopoli avevano visto giusto. Vedrete tutti quelli che credono che il potere è l’afrodisiaco supremo, insieme ai professionisti della politica, accalcarsi per la prima fila, immemori di aver detto l’esatto contrario un minuto prima. In fondo molti dei nostri uomini politici irpini sono degli incapaci, i restanti sono capaci di tutto”.


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