E’ avvenuto questa mattina in via IV Novembre, nella sede della rappresentanza in Italia dell’Unione Europea, con alcuni del movimento ‘9 dicembre’ alleati ai gruppi di Casapound. I manifestanti, in tutto un centinaio, col volto coperto da maschere di fantasmi, hanno fatto irruzione nell’edificio. Ed è stato proprio Di Stefano a salire al primo piano per tentare di sostituire la bandiera dell’Ue con il tricolore. Le forze dell’ordine sono immediatamente intervenute fermando l’irruzione. Nel corso del blitz, una decina di manifestanti sono rimasti feriti durante una carica della polizia. Ma l’associazione di destra protesta: “La reazione delle forze dell’ordine è stata assolutamente sproporzionata e liberticida. erano assolutamente “non violenti”, e sono stati caricati senza che avessero fatto il minimo gesto di provocazione”. Ma, oltre all’arresto di Di Stefano, sono stati denunciati una decina di appartenenti allo stesso movimento per concorso nel furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata. Sequestrate l’autovettura e la scala utilizzata dall’uomo per arrampicarsi sul balcone del palazzo. E intanto, da piazzale dei Partigiani, al sesto giorno di presidio, il movimento dei Forconi attende mercoledì per la “presa” di Roma. “L’appuntamento è per il 18 dicembre, dalle 15 in piazza del Popolo, ma non ci sarà nessun corteo. Ci vedremo direttamente lì con le bandiere dell’Italia”, hanno rilanciato gli organizzatori della protesta a Ostiense. E anche uno dei leader della protesta, Mariano Ferro, ha ribadito: “Monteremo un presidio con delle tende e le lasceremo ad oltranza in piazza del Popolo, nel centro di Roma. Non faremo manifestazioni o marce per non dare pretesti ai violenti – ha aggiunto – I presidi rimarranno aperti in tutta Italia”. Ferro ha aggiunto che d’ora in poi, dopo le polemiche per le frasi antisemite, parleranno per il movimento solo lui, Lucio Chiavegato e Danilo Calvani. Il portavoce del movimento “9 dicembre” Andrea Zunino aveva infatti definito l’Italia come “schiava dei banchieri come i Rotschild. “Faremo un presidio statico dove nessuno potrà spaccare vetrine o dare sfogo all’istinto animale – ha aggiunto Ferro – Noi vogliamo fare tutto nella legalità”. In piazzale dei Partigiani prosegue il viavai di persone, che si danno il cambio per mantenere attivo il presidio, dove sono stati sistemati tende, un camper e un gazebo. Ai megafoni si alternano testimonianze di persone che protestano raccontando i problemi affrontati a causa della crisi. Anche oggi alcuni di loro girano nella capitale per distribuire volantini.
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