Fondi pubblici – La proposta del Comitato Pro Serino

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Il Comitato Pro Serino per la seconda volta sottopone alle autorità competenti – regionali, nazionali ed europee – una proposta di legge in merito ad una corretta “trasparenza nella gestione dei fondi pubblici”. Tale proposta, a firma del Presidente Abele De Luca, responsabile Politico Alessandro Gioia e responsabile giuridico Francesco Calabrese, è stata spedita formalmente al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, al Presidente della Commissione Controllo Bilancio dell’U.E. On. Luigi De Magistris e ad altri rappresentanti istituzionali. “Tutto parte dall’idea – spiega De Luca – che in Italia manca una chiusura nelle corresponsabilità e talvolta chi eroga i fondi non si interessa che gli stessi vadano a dare un reale contributo finale alla preventiva presentazione di progetti (talvolta limitati a progetti preliminari o sotto la spinta di una emergenza) di piccole e grandi opere. Dunque, onde evitare danni erariali che stanno sempre più ponendo carattere di continuità negativa vi è il bisogno di una diversa organizzazione: un primo passo sarebbe quello di generare, all’atto del rilascio di soldi pubblici, una corresponsabilità permanente tra il responsabile o direttivo che delibera l’erogazione di fondi e chi ne deve usufruire. Il non rispetto di una progettualità implica pertanto un formale onere reciproco sia sotto l’aspetto tecnico-amministrativo che giudiziario-penale”. Perché questa proposta di legge? “L’idea è nata a causa della grande spartizione di fondi pubblici che, se da un lato ha visto la ricostruzione irpina, a seguito del sisma dell’80, dall’altro lato, oggi, c’è chi ancora lotta per ottenere una prima casa, per chi vuole vedere i propri quartieri e le proprie frazioni ripuliti da vecchie e fatiscenti abitazioni che restano lì a memoria perenne di un terremoto che mai è terminato. In Irpinia si sono realizzate fabbriche, ora denominate “fabbriche fantasma”, in un contesto di natura agricolo e con ispirazioni turistiche. Scelte sbagliate e scellerate hanno portato a valorizzare settori estranei al contesto e alle tradizioni locali anziché l’agricoltura, i prodotti tipici, il verde, le acque e i boschi. E ora chi può fare ancora qualcosa? C’è qualcuno che ha il coraggio di confrontarsi soprattutto con esponenti nazionali come quelli della Lega Nord Padania per dire …. abbiamo sbagliato ma è giunto anche il tempo di chiudere con il terremoto dell’Irpinia in modo definitivo e dignitoso? Chiediamo altri fondi ma sotto stretta e seria sorveglianza di corresponsabilità. Questo si aspetta Serino: fatti non parole”.

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