Fondi bonifica ex Isochimica, la nota di Della Pia (Prc)

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Avellino – “La notizia che definisce la mancanza di fondi da destinare alla bonifica dell’area di sedime ex Isochimica non ci sorprende, all’epoca del pomposo annuncio fummo gli unici ad evidenziare tutte le perplessità considerata l’assenza di un progetto, fondamentale per concretizzare l’iter”. Così in una nota Della Pia del Prc irpino.

“E’ evidente che l’intera vicenda cominci ad assumere connotati a dir poco grotteschi, nelle ultime settimane di fronte al diluvio di proclami, infondati e ipocriti, abbiamo reagito con il silenzio per evitare strumentali accuse rivolteci da quanti scientemente e in modo trasversale tentano di marginalizzare Rifondazione Comunista e mantenere un profilo basso, con lo scopo di continuare a proteggere i veri responsabili che si annidano in diverse forze politiche, nelle istituzioni provinciali, nazionali e all’interno degli enti ispettivi che mai hanno onorato il loro impegno professionale. Quel poco che fino ad oggi si è mosso è dovuto solo alla costante attenzione dei mezzi d’informazione e all’intervento della Procura della Repubblica, ciò dovrebbe far riflettere, in quanto evidenzia inequivocabilmente il fallimento e sotto alcuni aspetti, la collusione di una parte consistente della classe dirigente irpina. L’elemento che maggiormente ci sconcerta è che molti ex lavoratori, nonostante tutto, continuino ad accettare canali che non è azzardato definire clientelari, accontentandosi di promesse prive di fondamenta e talmente ridicole da far accapponare la pelle. Il problema è politico è la responsabilità della soluzione deve essere politica. La vertenza ha assunto connotati chiari rispetto ai quali qualsiasi parola vaga costituisce un atto d’accusa nei confronti di chi la pronuncia, il Governo e la maggioranza che lo sostiene (PD, NCD, UDC, SC) hanno il dovere di riconoscere che lo Stato, in quanto committente dell’appalto è il primo responsabile del delitto poiché mai i dirigenti delle Ferrovie hanno adempiuto i loro obblighi riguardo alla tutela della salute pubblica, quindi rivendichiamo che alle vittime, morti ed ammalati, venga riconosciuto il giusto risarcimento per i gravissimi danni subiti, cosi come pensiamo non più rinviabile pianificare con serietà l’opera di bonifica del territorio e un capillare piano di vigilanza sanitaria efficace, costante e condiviso con i soggetti coinvolti. Gli innumerevoli tavoli di confronto hanno avuto la funzione di assuefare cittadini e lavoratori che cominciavano a dimostrare una capacità di lotta non più circoscrivibile quindi per lor signori da sterilizzare, ciò non vuol dire che tutti siamo genuflessi. Noi vogliamo risposte chiare, si intende agire politicamente per superare le cause ostative derivanti dal decreto Fornero e contenute nell’obsoleta legge 257/92 che nei fatti impediscono il pensionamento anticipato degli operai ammalati ? si vuole imporre all’ASL di Avellino un protocollo sanitario, non di facciata, ma che abbia le caratteristiche precedentemente sintetizzate ? esiste un progetto di bonifica del territorio e per quale ragione l’Isochimica non rientra nel recente decreto denominato “terra dei fuochi” ? gli enti preposti sono in grado di stabilire ad oggi l’entità del danno? Il Comune di Avellino è disposto a costituirsi parte civile nell’imminente processo ? le organizzazioni sindacali intendono prendere atto che la strategia concertativa e fallita? La mediocrità, la collusione, la convivenza con il malaffare, l’inconsistenza politica e morale di microbi che si atteggiano a giganti stanno trasformando una tragedia in farsa e operai disperati in animali da carrozzoni circensi, tutto ciò è disumano, siamo indignati, noi non saremo mai complici di tale meschinità per queste ragioni continueremo la nostra lotta con le forme e nei luoghi più consoni”, conclude Tony Della Pia.

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