Avellino – Quella alle porte si preannuncia come la settimana più calda per gli operai irpini della Fiat. Giovedì 18 giugno si terrà il tanto atteso tavolo a Palazzo Chigi tra Governo, Fiat, sindacati e i presidenti delle Regioni dove sono ubicati i principali impianti di produzione. All’incontro parteciperà anche il premier Silvio Berlusconi. Sempre per il prossimo giovedì, è stato indetto in mattinata un sit-in di protesta a Roma di fronte al Palazzo del Ministero del Lavoro a cui parteciperanno tutti i sindacati dei metalmeccanici campani. E intanto, subito dopo il ballottaggio, le parti sociali hanno annunciato una protesta in massa in piazza Libertà ad Avellino, sede dell’amministrazione provinciale, per mettere sotto la lente non solo la situazione della Fma e del suo indotto ma anche le tante vertenze aziendali d’Irpinia, Asm e Cablauto su tutte.
Questo per quanto concerne l’agenda appuntamenti. Ma il pericolo di un disastro sociale per i lavoratori irpini e di tutta la Regione è ormai imminente.
“E’ in atto una vera e propria guerra politica tra un Governo centrale di centrodestra ed un Governo regionale di centrosinistra – ha spiegato Giuseppe Zaolino della Fim Cisl – Il Ministro Giulio Tremonti non ha ratificato lo stanziamento di 59 milioni di euro per gli oltre 26mila dipendenti del metalmeccanico mentre dalla Regione Campania sono state disattese tutte le promesse sui soldi per integrare la cassa integrazione ai 5mila operai irpini in pausa da tempo. A tutto giugno saranno solo 202 (su un totale di oltre 5000) le tute blu d’Irpinia che riceleranno una parte dei 350 euro mensili promessi da Bassolino. Questo dato – afferma Zaolino – mi è stato confermato proprio ieri sera nel corso di incontro all’Inps”.
Tradotto in soldoni: a fine mese, circa 4800 operai della provincia di Avellino non avranno un solo euro nella busta paga.
Il sindacato è sul piede di guerra e minaccia pesanti proteste anche alla Regione: “Siamo stufi delle frottole e delle promesse elettorali – continua Zaolino – I lavoratori non possono pagare il muro contro muro tra Governo e Regione. Anche il neo presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, non potrà non prendere atto che di questo passo si finirà con una insurrezione popolare. Non si tratta più soltanto di una profonda crisi che sta lacerando l’intero tessuto industriale provinciale – conclude – ci dirigiamo verso un vero disastro sociale. Non so quanti dei lavoratori che non percepiranno nemmeno un euro nei prossimi mesi riusciranno a mantenere la calma”.
