Fma, c’è la Cig – Zaolino: “Smentito chi fa terrorismo sindacale”

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Avellino – Nell’ambito della fondamentale vertenza Fma i progressi sono impercettibili, ma ci sono. Nel mese di ottobre i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pratola Serra lavoreranno soltanto dal 4 al 7 e dal 19 al 22, è vero, ma a dispetto del quadro di generale difficoltà delle imprese irpine e, contestualmente, di paurosa incertezza per centinaia di lavoratori, pare ci siano alcune buone notizie. Innanzitutto sulla cassa integrazione. La direzione aziendale della fabbrica si riunirà infatti nel primo pomeriggio per incontrare le Rsu e comunicare ufficialmente, in vista della scadenza della cassa integrazione straordinaria prevista per il prossimo 30 ottobre, l’erogazione di altre 52 settimane di Cassa integrazione ordinaria che potranno essere spalmate in due anni. Un sospiro di sollievo, dunque, per centinaia di lavoratori per i quali cominciava a profilarsi l’idea della mobilità e quindi dei licenziamenti.

Per il segretario provinciale della Fim Cisl, Giuseppe Zaolino, non ci sono dubbi: “E’ il giorno della verità per le due scuole di pensiero che hanno diviso il sindacato, rispettivamente quella della Fiom e dell’Ugl, che paventavano il rischio di 300 licenziamenti da una parte, e quella della Cisl, che aveva rilevato la ‘stupidità’ di queste analisi dall’altra”. Entusiasta, ed allo stesso tempo critico con le altre sigle sindacali, l’esponente della Cisl osserva ancora: “E’ stato smentito in maniera clamorosa chi riteneva che dopo la cassa integrazione straordinaria sarebbero partiti i licenziamenti”. Ma la riunione aziendale odierna sarà decisiva anche per un altro aspetto. Con ogni probabilità infatti sarà ufficializzata da parte dell’Fma l’assunzione dei circa 271 dipendenti della Ceva, azienda dell’Indotto, che come ha spiegato ancora Zaolino “dopo la terziarizzazione di alcuni anni fa, ritornaneranno ad indossare il cappellino Fiat Fma”. A fronte di quella che definisce “una fase di transizione prima della normalizzazione dei mercati europei”, Zaolino si mostra poi fiducioso per il futuro dell’azienda, che vive con l’ossessione dei 500 mila motori annui che garantirebbero la piena occupabilità del personale. “Con i circa 20 miliardi di investimenti stanziati per i prossimi anni – afferma – comincia a farsi sentire il progetto della Fiat e, certamente, con l’elaborazione di nuovi modelli, per l’Fma ci saranno nuovi motori di piccola cilindrata da costruire, a dispetto di quelli di cilindrata medio alta che produciamo oggi. Nessuno sa con precisione quanto ci vorrà per ritornare ai 500 mila motori – continua – ma di certo chi faceva del terrorismo sindacale dovrà rivedere le sue analisi”.

Le prospettive ottimistiche indicate dal segretario provinciale della Fim Cisl non sembrano però trovare conferma sul fronte della Fiom. La crisi della Fiat in provincia sarà infatti al centro del direttivo della Cgil in programma lunedì mattina alle 9 al centro sociale “Samantha della Porta”. Un appuntamento che il segretario Sergio Scarpa ha deciso di allargare, in vista della giornata di mobilitazione contro il governo fissata per il 16 ottobre, all’intero centrosinistra irpino. Agli esponenti politici sarà anche chiesto di sostenere la Cgil nella manifestazione di Roma contro la globalizzazione dei mercati e delle merci ” secondo un modello di consumo inarrestabile delle persone e dell’ambiente”.
“Il tema centrale – fanno sapere dalla Fiom – sarà il lavoro come bene comune e la mobilitazione come conseguenza di una serie di attacchi ai diritti dei lavoratori. Il 16 ottobre i metalmeccanici manifesteranno contro quanti vogliono cancellare il contratto nazionale, mortificare lo statuto dei lavoratori e vietare a questi di poter discutere dentro le fabbriche la loro condizione di lavoro”. Un dibattito, quello promosso dalla Fiom al “Della Porta”, che segna l’ennesima frizione all’interno del Sindacato. Non è infatti sicura la presenza delle altre sigle. In merito, Giuseppe Zaolino osserva infine: “La Fiom è libera di organizzare le iniziative che preferisce. Per me è assolutamente chiaro che in Italia chi cerca aiuto nella politica e nel governo perde solo tempo. Noi siamo passati dalle parole ai fatti, facendo il nostro dovere al fianco dei lavoratori senza farci mettere etichette politiche. Sarebbe meglio – conclude – che la Fiom aprisse ad un confronto sull’Fma con le altre sigle sindacali per trovare, non tanto l’unità sindacale, che mi sembra difficile, ma un’unità di azione ed agire meglio in difesa dei lavoratori”. (di Flavio Coppola)

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