Domani è il 1° maggio. Per i lavoratori della Fma c’è poco da festeggiare. Lo sa bene Giuseppe Morsa, Rsu Fiom Cgil della Fma da sempre in campo nella lotta dei lavoratori dello stabilimento di Pratola Serra. “La crisi ormai “storica” dello stabilimento Fiat ha messo a dura prova la resistenza dei lavoratori Pratola Serra. Le cifre della crisi fotografano una durissima realtà: 64 giornate di cassa integrazione solo nell’anno 2010, 25 giorni lavorativi, identico andamento produttivo dell’anno scorso. La perdita di salario ha superato di gran lunga la soglia di sopravvivenza: ogni lavoratore ci ha rimesso oltre 10mila euro. Una situazione ancor più incresciosa se si considera che, nonostante la presentazione di un piano industriale da parte di Fiat, lo scorso 21 aprile, ancora non si discute di quanti e quali motori dovranno essere prodotti in Fma e soprattutto con quanti addetti. Le straordinarie lotte che gli operai della Fma, in quasi totale solitudine, hanno messo in campo hanno avuto qualche primo risultato. Tra la presentazione del piano industriale fatta a dicembre e quello presentato lo scorso 21 aprile, Marchionne ha previsto l’aumento della produzione di circa 600mila auto in più. A dicembre ne erano previste 900mila, ricordiamo con l’approvazione del Governo, ora sono 1.400.000. Ma questo non basta, i lavoratori hanno bisogno di sapere con certezza quale sarà il proprio futuro. Domani certamente saranno molti anche tra i politici a sfilare per le strade pensando di assolvere così al proprio ruolo istituzionale nei confronti dei cassintegrati. Ma ciò non serve gli operai hanno bisogni di un impegno tutto l’anno. C’è bisogno che il lavoro diventi il centro dell’impegno politico sempre e non solo nelle ricorrenze”.
Redazione Irpinia
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