Fli, Squittino: “Dopo la poltrona Acs, sgabello Soresa per D’Ercole”

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Dopo la frattura verificatasi a livello nazionale tra il premier Silvio Berlusconi ed il Presidente della Camera Gianfranco Fini, anche in Irpinia la nuova compagine “Futuro e Libertà” comincia ad assumere una propria connotazione. L’esponente di spicco Mario Squittino lo dice a chiare lettere: “Le adesioni sono superiori alle aspettative”. Squittino rilancia le potenzialità del nuovo Polo della Nazione, o Terzo Polo, anche in vista delle prossime elezioni amministrative in Irpinia e si esprime a 360 gradi sulla situazione politica provinciale, segnata dalle frizioni interne al Pd e dall’ormai atavica questione dell’assenza di un coordinatore provinciale nel Pdl. Ma non solo. Il futurista irpino bacchetta con fermezza l’ex compagno missino Franco D’Ercole, tanto per la scelta di restare nel Pdl quanto per la nomina del Presidente dell’Alto Calore Servizi anche nel Cda della So.re.sa.

Dottor Squittino, come procede il radicamento del Fli in Irpinia?
“Raccogliamo continue adesioni. Il numero dei consiglieri comunali e degli esponenti del Pdl che ogni giorno confluiscono nel nostro partito da Caposele, Cervinara, Roccabascerana, Ariano, Grottaminarda, e più in generale da tutta l’Irpinia è senza dubbio superiore alle aspettative”.

Veniamo ai suoi ex alleati. Cosa pensa del fatto che da mesi il Pdl irpino sembra non essere in grado di nominare un segretario provinciale?
“Il problema è tutto interno al Pdl. Ma Giulia Cosenza ha fatto la sua scelta. E pur di votare contro Silvio Berlusconi è giunta in Parlamento in barella. Inoltre da un anno sento Gino Cusano parlare della necessità di risolvere la situazione provinciale, eppure non vengono prese decisioni. Mi chiedo perché. Forse sperano che dopo la campagna acquisti effettuata sul modello Scilipoti, Giulia possa ritornare sui suoi passi. Ma se è così credo che si sbaglino”.

Come giudica la scelta effettuata da un finiano storico come Franco D’Ercole di restare nel partito di Berlusconi?
“Franco è un mio coetaneo. Abbiamo condiviso un’intera carriera politica. La mia stima nei suoi riguardi è incondizionata e credo che sia uno dei leader indiscussi della destra irpina. Non stimo, tuttavia, la sua attuale scelta politica, forse dettata dalla volontà di restare da quella parte. Dopo tanti anni di battaglie di coerenza, infatti, oggi si trova nel partito di Cosentino e Verdini”.

E’ di ieri la notizia che D’Ercole farà parte del Cda della So.re.sa. Che ne pensa? “D’Ercole è già il presidente dell’Alto Calore: non è poco. E l’approvazione del Bilancio non basterà per avere la gestione in House se non vi sarà l’affidamento del servizio idrico da parte dell’Ato. Per questo, credo che rivestire altri incarichi sia come andare alla ricerca di altri sgabelli, nemmeno poltrone, quando in base alle esperienze politiche ed ai consensi ricevuti – 9mila alle ultime regionali nonostante il partito sostenesse Antonia Ruggiero e Cusano – D’Ercole avrebbe potuto ambire a ruoli di rilievo nazionale”.

Veniamo ai suoi antagonisti a sinistra. Il Pd, sia nel capoluogo che in provincia, appare fortemente diviso. Ritiene che la cosa potrà costituire per voi un vantaggio in occasione delle prossime amministrative e non solo?
“La sinistra deve ritrovare quell’unità che oggi non ha. E se il Polo della Nazione come mi sembra possibile, sarà in grado di andare avanti, in provincia di Avellino supereremo senza sforzi il 30%”.

Lanciate dunque la sfida per le amministrative?
“Certo. Si tratta solo di lavorare per organizzare le liste. Proprio per questo, ed anche per fare il punto della situazione, insieme al coordinatore provinciale Ettore Freda ed a Modestino Iandoli, domani incontrerò a Napoli il segretario regionale Enzo Rivellini”. (di Flavio Coppola)

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