Fismic/Confsal, Irpinia 2022: ripartono Automotive e Investimenti Pubblici

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La Fismic/Confsal ha riunito questa mattina, presso la sede provinciale di Avellino, gli attivisti delle grandi fabbriche per fare il punto della situazione in vista della ripresa produttiva che avverrà nei primi giorni di gennaio.

“La prima Azienda che aprirà i battenti – dichiara il Segretario Giuseppe Zaolino – sarà Stellantis di Pratola Serra il 3 gennaio, tutte le altre la settimana successiva”.

“Dopo l’ufficializzazione dei motori per i veicoli commerciali, si prepara un anno di lavoro per la produzione di quasi 400.000 pezzi tra motori e basamenti, lasciandosi alle spalle 12 anni di cassa integrazione e di grandi preoccupazioni”.

“La vera sorpresa – continua Zaolino -, potrà arrivare da Industria Italiana Autobus di Flumeri. Se le parole del Presidente e Amministratore Delegato Ing. Antonio Liguori prenderanno corpo con il nuovo piano industriale, l’azienda di Flumeri si candida per un rilancio forte con nuovi investimenti, tali da garantire il mantenimento della società in mano pubblica. L’altra buona notizia è il finanziamento per il completamento della Lioni/ Grottaminarda. Asse Mediano strategico che collegherà il Tirreno e l’Adriatico creando le condizioni per un rapido sviluppo dell’intera area”.

“In Alta Irpinia registriamo un fermento industriale con nuovi investimenti, nella filiera dell’alluminio con capofila la Sirpress di Valerio Gruppioni. Il progetto vede coinvolte anche la Schlote di Nusco e la Magna di Bari per la produzione a regime di quasi 6 milioni di cambi in alluminio per i grandi gruppi dell’Auto Tedesca. Ci aspettiamo, con le dovute cautele, riferite all’ incertezza Covid anche una ripresa della Ema di Morra De Sanctis”.

“Restano le preoccupazioni legate alla crisi dei microprocessori che hanno rallentato la Denso di Pianodardine e tante piccole realtà dell’indotto. L’industria manifatturiera nonostante la crisi – conclude Zaolino -, si è riorganizzata e guarda al nuovo anno con ritrovata fiducia. Purtroppo l’incognita vera per l’Irpinia è l’assenza della politica ed un piano strategico collegato al PNRR”.