Firma digitale, eIDAS 2.0 e Wallet europeo: il nuovo ruolo della sottoscrizione online

0
344

 

Con il nuovo quadro europeo dell’identità digitale, la firma elettronica non è più soltanto uno strumento per sottoscrivere documenti online: diventa uno degli elementi chiave dell’ecosistema europeo di identità digitale e servizi fiduciari.

 

La firma digitale entra in una nuova fase. Dopo essere stata associata soprattutto alla dematerializzazione dei documenti e alla semplificazione delle pratiche amministrative, oggi assume un ruolo più ampio: quello di infrastruttura di fiducia in un’Europa che punta a rendere l’identità digitale più interoperabile, sicura e riconosciuta tra tutti gli Stati membri.

Con il Regolamento eIDAS 2.0 e la progressiva introduzione dell’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet), la sottoscrizione elettronica si inserisce in un ecosistema in cui identità digitale, credenziali verificabili e servizi fiduciari dialogano tra loro, rendendo più semplici e sicure le interazioni tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.

 

eIDAS 2.0: perché cambia il ruolo della firma digitale

L’obiettivo del nuovo regolamento è favorire un’identità digitale europea riconosciuta e utilizzabile in tutta l’Unione Europea. Attraverso il Wallet europeo, cittadini e imprese potranno conservare e condividere credenziali digitali e attestati elettronici di attributi, accedere ai servizi online e autorizzare operazioni attraverso strumenti riconosciuti in tutta l’Unione Europea. La firma digitale diventa così uno degli strumenti che rendono operativo il nuovo modello di identità digitale. Non basta poter dimostrare la propria identità: nei rapporti economici, amministrativi e professionali è necessario anche poter sottoscrivere documenti con pieno valore legale, garantendone autenticità, integrità e riconoscimento.

 

Dalla firma al digital trust

Con eIDAS 2.0 cambia anche il modo di interpretare la firma digitale. Non è più un servizio isolato, ma uno degli elementi che compongono un ecosistema di digital trust, insieme all’identità digitale, ai certificati qualificati, ai sigilli elettronici e alle marche temporali. Questa evoluzione coinvolge anche i fornitori di servizi fiduciari qualificati, chiamati ad adeguare le proprie soluzioni ai nuovi requisiti di interoperabilità, sicurezza e conformità previsti dal quadro normativo europeo. L’obiettivo non è soltanto offrire strumenti di sottoscrizione, ma supportare processi digitali sempre più integrati e riconosciuti a livello transfrontaliero.

 

In questo contesto, anche le soluzioni di firma digitale evolvono per rispondere alle nuove esigenze del mercato. Come evidenzia anche Tinexta Infocert, tra i principali operatori europei nel settore del digital trust, questa trasformazione accompagnerà la diffusione di processi digitali sempre più interoperabili, sicuri e conformi ai nuovi standard introdotti da eIDAS 2.0.

 

Una diffusione ormai consolidata

L’evoluzione normativa si inserisce in un contesto in cui la firma digitale è già ampiamente utilizzata. Secondo i dati AgID, nel primo semestre del 2025 in Italia sono state generate 3,4 miliardi di firme digitali, con oltre 32 milioni di certificati qualificati attivi e circa 2,5 miliardi di marche temporali emesse. Questi numeri confermano come la firma digitale sia ormai parte integrante delle attività quotidiane di imprese, professionisti e Pubbliche Amministrazioni, contribuendo a rendere più efficienti i processi documentali e le relazioni a distanza.

 

Uno sguardo al futuro

La progressiva diffusione del Wallet europeo conferma una direzione già tracciata: identità digitale, servizi fiduciari e firma elettronica saranno sempre più integrati. Più che sostituire carta e penna, la firma digitale è destinata a diventare uno degli strumenti che renderanno possibili relazioni digitali affidabili, sicure e interoperabili nel mercato unico europeo. Un’evoluzione destinata a incidere non solo sulle modalità di sottoscrizione dei documenti, ma più in generale sul modo in cui cittadini, imprese e istituzioni interagiranno nell’ecosistema digitale europeo.