Fiom verso lo sciopero generale, Amendola: “Fma come Mirafiori”

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Avellino – La Fiom irpina ribadisce il suo no all’accordo di Mirafiori e lancia lo scipero generale previsto per il prossimo 28 gennaio. Questi i punti al centro del direttivo provinciale svoltosi al centro sociale “Samantha della Porta” in mattinata con la partecipazione, tra gli altri, del segretario generale della Cgil irpina, Vincenzo Petruzziello, e del leader regionale della Fiom, Andrea Amendola. Il dibattito è stato introdotto dal lungo intervento di Sergio Scarpa, che entrando nel merito di quanto previsto dall’accordo siglato a Mirafiori, che ha spaccato in due la fabbrica torinese, ha spiegato tutte le ragioni della ferma opposizione del sindacato rosso. Dalle attività lavorative, che “non potranno essere messe in discussione dagli operai attraverso uno sciopero senza aver prima atteso 19 giorni per non incorrere in sanzioni disciplinari fino al licenziamento”, alla questione dei presunti aumenti salariali, “che non vi saranno in quanto straordinari e maggiorazioni sono già previste nel contratto collettivo nazionale”. Scarpa ha stigmatizzato aspramente l’accordo siglato a Mirafiori definendo “aberranti” le deroghe previste al contratto nazionale.
La necessità di “riaprire le trattative” dopo il risultato ottenuto dalla Fiom a Torino è stata posta da Vincenzo Petruzziello. Il leader provinciale della Cgil ha anche parlato dell’importanza di dare vita ad “un nuovo accordo, anche ad una legge sulla rappresentanza sindacale insieme alle altre sigle”, e per l’Fma di Pratola Serra, di sollecitare ancora governo e Fiat a pronunciarsi sul piano industriale dell’Fma. La possibilità concreta che nell’ambito delle trattative separate gli accordi sul modello Mirafiori-Pomigliano possano essere estesi anche allo stabilimento irpino è stata manifestata dal segretario regionale della Fiom, Andrea Amendola, che ha concluso il dibattito. “La linea di Marchionne è chiara – ha sottolineato: ogni qual volta vi saranno degli investimenti, saranno imposti accordi del genere. Il tutto, con l’obiettivo di arrivare ad un unico accordo sull’auto, che in Italia significa Fiat”.

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