Fiom-Cgil, industria italiana autobus: diritto di lavorare per tutti i lavoratori

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Fiom all'attacco

Si sono tenute ieri in contemporanea a Bologna e Grottaminarda due iniziative pubbliche in vista dell’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico previsto per il 19 aprile per la verifica del processo di rioccupazione di tutti i lavoratori di Industria Italiana Autobus.

I lavoratori di Bologna e Valle Ufita degli stabilimenti hanno il diritto di lavorare. Quel diritto se lo sono conquistati e continuano a conquistarselo ogni giorno con la loro professionalità e con il loro impegno, nonostante gli accordi sottoscritti con l’azienda e il governo continuano ad essere disattesi.

Il piano industriale e occupazionale presentato dall’azienda prevedeva il rilancio industriale e produttivo di entrambi gli stabilimenti. La scelta aziendale di mettere in competizione i lavoratori, di dividerli e metterli in contrapposizione troverà la ferma opposizione della Fiom.

La Fiom ha lottato in questi anni per un piano del trasporto pubblico nazionale, abbiamo contrastato la scelta di chiudere la produzione in Italia, abbiamo chiesto un ruolo maggioritario e centrale dell’industria pubblica perché in grado di garantire investimenti per una competitività di prodotto e non sul costo del lavoro perché in Italia i lavoratori di Bologna e Avellino hanno le competenze e la professionalità per garantire un trasporto pubblico sicuro ed ecologico.

In questi anni, quando in molti davano per scontata la fine della produzione di autobus per asfissia del mercato nazionale, la Fiom con i lavoratori, hanno realizzato una campagna mirata alle istituzioni, Ministri, Presidente della Camera, deputati, presidenti di Regione e sindaci per chiedere e ottenere investimenti sul trasporto pubblico collettivo su gomma: sarebbe inaccettabile che gli investimenti governativi per l’ammodernamento del nostro parco autobus nazionale non trovasse riscontro nella produzione dei mezzi negli stabilimenti del nostro Paese.

Industria Italiana Autobus ha rilevato i due stabilimenti ex Bredamenarini ed ex Irisbus anche grazie ad una intesa sindacale firmata al Ministero dello Sviluppo Economico nel 2014. Quelle intese devono essere rispettate. La Fiom continuerà a cercare una unità sindacale perché Valle Ufita ha un futuro perché c’è Bologna e viceversa, fosse solo per il fatto che senza commesse e licenze e progettazione e capacità produttiva non esisterebbe futuro.

Il populismo di alcune affermazioni pubbliche rischiano di mettere a rischio il futuro come le divisioni sindacali indeboliscono la forza contrattuale dei lavoratori. La Fiom utilizzerà tutti gli strumenti a propria disposizione per impedire che le responsabilità siano pagate dai lavoratori: è inaccettabile che oggi entrambi gli stabilimenti siano di fatto fermi pur in presenza di commesse. L’azienda ha la responsabilità di fare gli investimenti, anche grazie al finanziamento di Invitalia, e di rispettare i lavoratori e gli impegni presi con il Governo.

Questa, la nota di Michele De Palma, responsabile automotive Fiom-Cgil.