Ferito alla coscia e lasciato nel cortile: caccia all’omicida di Felice Lippiello

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BAIANO- Ferito alla coscia sinistra da un fendente (rivelatosi poi mortale) e lasciato all’ingresso dell’androne del palazzo di Via De Santis a Baiano, dove abitava con la sua compagna. E’ probabilmente questa la ricostruzione di quanto avvenuto nella serata di ieri nel dedalo di viuzze del centro storico del comune mandamentale, dove è stato rinvenuto già in gravissime condizioni Felice Lippiello, classe 70, originario del posto, già noto alle forze dell’ordine. Quando la compagna, prima ad accorgersi che era ferito nel cortile della stessa abitazione dove vivevano ha dato l’allarme, per Lippiello era già troppo tardi. La ferita alla coscia sinistra inferta verosimilmente con un coltello avrà inciso l’arteria (questo lo accertera’ l’esame autoptico che sara’ conferito dalla locale Procura).

Il cinquantaquattrenne è deceduto durante la corsa verso il vicino ospedale Santa Maria della Pietà di Nola. Proprio il 118 ha dato l’allarme alla Centrale Operativa dei Carabinieri di Avellino.

LE INDAGINI
Sul posto sono giunti immediatamente i militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Baiano, agli ordini del capitano Andrea Marra e i militari del Sis del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino. I Carabinieri hanno contestualmente avviato una serie di perquisizioni a carico di altri soggetti con precedenti già noti nella zona. In particolare ad autovetture, per comprendere se ci potessero essere tracce di sangue o dell’arma che ha colpito il cinquantaquattrenne. Nella sede della Compagnia dei Carabinieri di Baiano sono stati ascoltati sia familiari che altre persone che avrebbero potuto riferire su quanto avvenuto prima e dove si trovasse il cinquantaquattrenne prima di arrivare in Via De Santis, in particolare i Carabinieri sono a caccia dell’arma utilizzata per colpire Lippiello alla coscia.

LE IPOTESI
Una lite sfociata nel ferimento avvenuta nel cortile o il cinquantaquattrenne è stato ferito altrove e lasciato poi davanti casa? Per ora gli inquirenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Avellino, seguono tutte le piste, esclusa al momento solo per il modus operandi e i precedenti non gravi del cinquantaquattrenne quella legata alla criminalità organizzata. Fondamentali potrebbero rivelarsi anche in questo caso le immagini della videosorveglianza. Almeno 5 telecamere private insistono sull’area e ci sono anche le due telecamere della videosorveglianza comunale, una all’altezza della vicina via San Giacomo e una all’uscita da Via De Santis nell’immissione sul corso principale di Baiano.