Ferimento Valente, “vittima” e testimoni indagati per false informazioni al pm e favoreggiamento

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AVELLINO- Vittima del ferimento e testimoni avrebbero mentito al pubblico ministero e agli investigatori, per cui finiscono sotto inchiesta per i reati di false informazioni al pubblico ministero e favoreggiamento. La vicenda giudiziaria e’ quella del ferimento a colpi di arma da fuoco di Luigi Valente, il ventunenne figlio di uno degli uomini del Nuovo Clan Partenio Carmine Valente, detto Caramella, che era stato attinto da un colpo di pistola alla schiena lo scorso 19 gennaio, intorno alle 20:35, in Via Basile a Rione Mazzini. Il giorno dopo sia la vittima che altre tre persone sono state ascoltate nell’ambito delle indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, che incrociando dati relativi alle celle telefoniche e agli stessi contatti avvenuti in quella serata, sono giunti alla conclusione che i quattro, a partire da Valente, avrebbero mentito. Per cui tutti sono stati destinatari di un avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal sostituto procuratore che ha ereditato le indagini, il pm Chiara Guerriero (ad occuparsi delle indagini, insieme al Procuratore Domenico Airoma erano i sostituti Maria Teresa Venezia e Paola Galdo).
GLI INDAGATI
Il primo ad essere destinatario dell’ avviso di conclusione delle indagini preliminari e’ proprio Luigi Valente. La sua reticenza su quanto avvenuto in Via Basile sarebbe emersa grazie al lavoro di analisi sui tabulati telefonici e sulle celle telefoniche monitorate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino. Il ventunenne non avrebbe saputo infatti indicare a chi dei due amici avesse telefonato per essere accompagnato al Pronto Soccorso. A chiarire che molto probabilmente non aveva telefonato a nessuno dei due sono stati i tabulati telefonici. Non risulterebbero chiamate nella fascia oraria in cui sono avvenuti i fatti tra il Valente e i due suoi amici, entrambi indagati per lo stesso reato, un ventiduenne residente a Mercogliano e un ventiquattrenne in provincia di Benevento, a cui avrebbe chiesto di essere accompagnato al Pronto Soccorso del Moscati di Avellino. Infine nei guai anche una ragazza di San Tommaso che Valente aveva indicato come la persone che lo avrebbe prelevato a casa per condurlo dove era stato ferito. Dai tabulati invece risulterebbe che la stessa persone nella fascia oraria in cui erano avvenuti i fatti, si trovava invece a casa e che solo dopo era al Moscati. Per lei la contestazione è quella di favoreggiamento. I due amici di Valente, invece, escussi come persone informate sui fatti oggetto di indagine, non solo non avevano dato informazioni riguardo a chi dei due Valente avesse telefonato per chiedere soccorso. Anche in questo caso, dall’analisi dei tabulati e’ risultato che il ventiquattrenne sannita si trovava sul luogo del ferimento. Aggiungendo il fatto dell’assenza di contatti telefonici tra e due e Valente, anche per loro e’ scattata la denuncia da parte dei Carabinieri per false informazioni al pm. Infine c’è una ragazza di San Tommaso, che aveva riferito agli inquirenti di aver letto intorno alle ventidue un articolo online sul ferimento di un certo V.L e aveva informato i familiari di Valente, confermando che quella sera era stata lei ad accompagnare a Rione Mazzini lo stesso Valente, prelevandolo presso la sua abitazione di Capocastello. Anche in questo caso i tabulati telefonici smentiscono le dichiarazioni, visto che dalla loro consultazione risulta che la stessa in quella fascia oraria era nella sua abitazione di San Tommaso. Gli indagati avranno ora venti giorni per chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive al pubblico ministero che si occupa delle indagini. Aerre