Fenestrelle, la qualità dell’acqua ai raggi x: accordo Arpac-Comune di Avellino

Fenestrelle, la qualità dell’acqua ai raggi x: accordo Arpac-Comune di Avellino

6 Ottobre 2021

Fenestrelle, la qualità dell’acqua ai raggi x: accordo Arpac-Comune di Avellino. L’Agenzia ambientale della Campania e la Città di Avellino hanno avviato un progetto congiunto per monitorare la qualità delle acque del Rio Fenestrelle, corso fluviale che come è noto attraversa una vasta porzione del territorio del capoluogo irpino, dal confine con Monteforte (Contrada Macchia) fino al confine con Atripalda (Parco Manganelli), raccogliendo rilevanti apporti di acque reflue proprio dal centro urbano avellinese e rivestendo significativa importanza nell’ambito del bacino idrografico del Sabato. L’Agenzia dispone di una base pregressa di dati sullo stato chimico e microbiologico del corso d’acqua, in particolare in seguito alle attività di monitoraggio di indagine, avviate nel 2020 nell’ambito dell’Unità di coordinamento ambientale regionale (Uca): tali indagini hanno evidenziato criticità legate alla presenza di inquinanti di natura organica e fecale in questo corpo idrico superficiale.

La convenzione, voluta dal sindaco Gianluca Festa e dal direttore generale Arpac Stefano Sorvino, si lega all’impegno dell’amministrazione comunale per l’efficientamento della rete di gestione delle acque reflue, nell’ottica di una complessiva azione di risanamento dei corpi idrici superficiali che insistono sul territorio comunale. Il programma di monitoraggio definito dall’accordo Comune-Arpac è finalizzato a valutare i benefici di tali interventi, sul piano della qualità delle acque in transito nel Rio Fenestrelle, anche al fine di fornire elementi di conoscenza utili per ottimizzare le operazioni in corso.

«Si tratta», sottolinea il direttore generale Arpac Stefano Sorvino, «di un ulteriore tassello nella collaborazione, ormai consolidata, tra il Comune capoluogo e l’Agenzia ambientale. La prospettiva di questo specifico accordo è rafforzare il monitoraggio di una fondamentale matrice dell’ambiente, quella delle acque superficiali, contrassegnata da storiche criticità lungo gli articolati percorsi fluviali che attraversano il territorio del capoluogo irpino, al fine di meglio calibrare gli interventi di prevenzione e risanamento progettati e in fase di realizzazione. Avellino e il suo hinterland sono da tempo oggetto di un’attenzione specifica e costante da parte di Arpac, anche per via delle peculiari caratteristiche di questo territorio. Sebbene il comprensorio di Avellino non sia tra quelle aree campane in cui il contesto ambientale è maggiormente impattato dalle pressioni determinate dall’uomo, tuttavia indubbiamente risente di criticità locali, ad esempio sul fronte della qualità dell’aria, frutto anche della specifica conformazione geomorfologica».

«L’amministrazione comunale da me guidata», dichiara il sindaco di Avellino Gianluca Festa, «vede nel supporto fornito dall’Arpa Campania uno strumento per certificare l’efficacia delle proprie politiche ambientali. Il Comune è impegnato in un’operazione di risanamento dei corsi d’acqua che attraversano la città, con interventi già avviati, come quello sul sistema fognario che insiste sul Rio San Francesco, e altri di cui è prevista la realizzazione, per cui è evidente la necessità di disporre di dati oggettivi per valutare l’impatto di tali operazioni. Del resto la sinergia con l’Agenzia ambientale è destinata a rafforzarsi: sul fronte del monitoraggio della qualità dell’aria, ad esempio, il servizio offerto da Arpac costituisce già al momento un riferimento istituzionale utile e imprescindibile, tuttavia occorre approfondire l’analisi del contributo delle varie fonti di inquinanti atmosferici, del peso delle variabili meteo e della conformazione territoriale».

La convenzione Arpac – Comune di Avellino, di durata biennale, prevede prelievi con cadenza bimestrale in almeno quattro punti lungo il corso del Rio Fenestrelle, la trasmissione di report con cadenza semestrale, inclusivi di dati su una serie di parametri, previsti dalla normativa, indicatori di contaminazione organica e fecale, tra cui la domanda biochimica e la domanda chimica di ossigeno (BOD5, COD), azoto totale, azoto ammoniacale, Escherichia coli. Referente della convenzione per Arpac è Vittorio Di Ruocco, direttore dell’Area territoriale di Avellino.