Avellino – “Salvare l’Irisbus significa salvare il futuro”. Ne è convinto Stefano Fassina, responsabile nazionale delle politiche economiche del Pd, intervenuto questo pomeriggio alla Camera di Commercio di Avellino al convegno dal titolo “In preda alla crisi: come ne usciamo?”. “La fabbrica irpina – spiega- è il crocevia di tre fondamentali direttrici: settore manifatturiero, crisi del mezzogiorno, mobilità sostenibile. Non possiamo certo privarci di sviluppo e mobilità sostenibile”. Per questo, Fassina chiama in causa ancora una volta il governo, grande assente nella vicenda. “Se anche per voi si tratta di obiettivi strategici bisogna lavorare insieme per reperire le risorse per un piano trasporti”.
Dopo essere intervenuto nel primo pomeriggio ai cancelli della fabbrica di Flumeri, l’esponente nazionale del Pd ha chiarito la posizione del partito nel corso del convegno al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche il senatore Enzo de Luca e la consigliere regionale, Rosa D’Amelio. “La vicenda Irisbus è esemplare – evidenzia -. Innanzitutto per l’atteggiamento avuto dalla Fiat. Non so in quale altro Paese avrebbe potuto comunicare con una nota il licenziamento di 700 lavoraotori. Altrove un governo gli avrebbe chiesto delle spiegazioni. Qui invece la proprietà tratta i lavoratori come sudditi. Al contrario sono uomini, famiglie, storie, territori”. Convinto che la chiave per uscire dalla crisi sia oltre le logiche della finanza, Fassina ha accusato pesantemente l’esecutivo nazionale: “Irisbus è esemplare anche per un altro aspetto: indica come questo governo concepisca l’economia reale: totale disinteresse e consueto paradigma per cui il mercato fa da sé”.
