Famiglietti: “Condivido il Pd, ma la realtà giovanile è assente”

0
165

Frigento – Sento che il Partito democratico mi appartiene e lo considero come la naturale prosecuzione dell’esperienza dell’Ulivo, avviata dieci anni or sono e il comune di Frigento ha giocato di anticipo, perché il gruppo unico, in pratica, lo ha costituito due anni fa in occasione della mia elezione a sindaco, pur trattandosi di una lista civica”. Il primo cittadino della cittadina altirpina, Luigi Famiglietti esprime entusiasmo verso il progetto del Partito democratico ed è sicuro che potrà dare stabilità al paese per i prossimi decenni, ma non nasconde un’amarezza: il mancato coinvolgimento nelle liste dei componenti del settore giovanile della Margherita. “Capisco le esigenze del partito, che doveva coinvolgere la classe dirigente puntando più all’aggregazione che ai singoli candidati – precisa – ma forse sarebbe stato il caso di testimoniare, con una presenza, l’impegno profuso dai giovani verso la Margherita e il Partito democratico. Inoltre, nel nostro partito gli aspiranti erano tantissimi e non si poteva non tenerne conto, mentre nei Ds la chiusura delle liste è stata agevolata dal fatto che la spaccatura al loro interno ha comportato la riduzione del numero dei candidati. Comunque, dopo il 14 ottobre si potrà guardare al futuro con ritrovata fiducia e slancio e spero che si possa ripartire ponendo al centro del dibattito le esigenze del territorio, il senso della partecipazione e la valorizzazione dei giovani. Quello delle liste non è un problema particolarmente importante – aggiunge il primo cittadino di Frigento – perché gli eletti dovranno limitarsi a prendere atto dello statuto del nuovo partito; ritengo, invece, significativa la presenza di Walter Veltroni e Tino Iannuzzi, che sono i candidati ideali in questo momento storico e noi ci batteremo per vedere affermata questa nostra scelta. Anche gli altri candidati, Enrico Letta e Rosy Bindi sono validi, non aspirano a vincere e non creeranno divisioni all’interno del Pd, perché il primo si rivolge ai trentenni e quarantenni, mentre la seconda ai movimentisti e svolgeranno l’importante ruolo di aggregare il più possibile le fasce sociali. In Campania la forza di aggregazione si sviluppa intorno all’asse Bassolino-De Mita, che darà ulteriore forza al nuovo partito. Insomma – continua Famiglietti – per me il 14 ottobre rappresenta un punto di partenza e non di arrivo, tuttavia esprimo già soddisfazione per aver registrato la convinta adesione dei quadri dirigenti e, ve lo assicuro, in un primo momento non era assolutamente scontato che accadesse. Merito alla segreteria provinciale e a Giuseppe De Mita per essere riusciti a traghettare il partito verso il Pd. Chiedo che non venga dimenticato un fatto importante: l’apertura al voto dei giovani con età compresa tra i 16 e i 18 anni, cioè della generazione nata dopo l’abbattimento del muro di Berlino, che ha un linguaggio diverso dal nostro e rispetto al quale dobbiamo confrontarci per recuperare una condizioni di dialogo e di partecipazione alle loro esigenze. In provincia di Avellino viviamo il fenomeno della emigrazione e se, da un lato, l’emigrazione di cervelli rappresenta un dato positivo perché apre la strada al confronto con il mondo e con le civiltà diverse dalla nostra, dall’altro impoverisce il nostro territorio e rende anche vani certi nostri sforzi di amministratori locali. Le primarie non sono mai esistite, le abbiamo inventate noi per dare il segnale della partecipazione del cittadino alla vita politica del paese – conclude il sindaco – e spero che l’obiettivo possa essere rapidamente realizzato”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here