Fame Zero: Mance ‘indaga’ il Brasile. Oggi la presentazione

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Avellino – Obiettivo emancipazione. Euclides André Mance torna in Irpinia per presentare “Fame Zero, il contributo dell’economia solidale”: il progetto di rilancio economico e sociale a favore del Brasile. Un accurato e rigoroso programma di promozione di una rete di economia solidale in cui vengono riportate propositive sollecitazioni in tema di politiche strutturate, progetti di sviluppo regionale, democrazia partecipata fondata su un’economia di condivisione. Un consistente ‘lavoro sul campo’ presentato questo pomeriggio al Samantha della Porta dall’autore brasiliano, supportato dallo staff Ipsia delle Acli rappresentato dalla coordinatrice nazionale Soana Tortora. Al tavolo Alfredo Cucciniello Segretario Nazionale Sviluppo Associativo, Rosanna Repole, Direzione Nazionale Acli, Gerardo Salvatore Presidente Provinciale Acli e l’on. Luigi Anzalone. Il volume unisce ad un rigoroso lavoro di ricerca, una consistente indagine di campo: un’esperienza effettiva nella messa in atto della più audace politica sociale della storia del Brasile, il Programma Fame Zero. L’opera offre una descrizione minuziosa del progetto, le sue proposte, i suoi ostacoli, le sue articolazioni (collaborazioni locali, settori pubblici, imprese, movimenti sociali ecc.) insieme a criteri per la valutazione dei suoi risultati. Mance ‘indaga’ il Brasile. Lo guarda dal basso verso l’alto. Il popolo diventa “attore esclusivo” nel processo di crescita, di creazione di occupazione e reddito, di agricoltura familiare e di microcredito, nella ricerca del superamento di politiche assistenzialiste e compensative. “Un nuovo inizio”: lo definisce il consigliere regionale della Margherita Luigi Anzalone. “Un ambizioso progetto socio-economico che restituisce speranza al popolo brasiliano. Un progetto che unisce alla fertile sensibilità sociale ed umana, una estesa capacità propositiva di Mance”. Perché Fame Zero, pubblicato in Brasile nel 2004, viaggia attraverso il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al grande tabù della politica economica. Con progetti e iniziative destinate, si spera, a diventare concrete occasioni di sviluppo. (di Marianna Morante)

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