Falò, carcare e focaruni, in provincia di Avellino si rinnova l’appuntamento con la tradizione: tutte le date

Falò, carcare e focaruni, in provincia di Avellino si rinnova l’appuntamento con la tradizione: tutte le date

4 Dicembre 2015

Una tradizione tipica dell’8 dicembre, che è possibile riscontrare in varie parti d’Italia, è quella dei falò.

L’usanza era molto viva soprattutto in passato, quando in maniera particolare i ragazzi si occupavano di raccogliere i rami e la paglia che sarebbero stati bruciati, cercandoli in campagna. L’occasione era una sorta di festa collettiva, durante la quale di ballava e si cantava attorno al fuoco.

Al termine della festa le braci ancora ardenti venivano raccolte e distribuite alla diverse famiglie per riscaldare le case. L’uso del fuoco aveva quindi un fine pratico, ma dietro all’usanza dei falò si nascondono intenti legati al carattere purificatore delle fiamme. Una sorta di rito di purificazione quindi che aveva come obiettivo principale quello di far allontanare le forze del male in un periodo dell’anno in cui si procede alla semina dei campi e si spera nella buona riuscita del raccolto.

La scorsa settimana, in provincia di Avellino a dare il via alla lunga stagione dell’accensione dei falò è stato il piccolo borgo di Gesualdo con le “vambalerie” in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Andrea. La tradizione secolare nacque nel primo Ottocento a seguito dell’abbattimento del tiglio di Piazza Belvedere (oggi Piazza Umberto I), il cui legno venne in parte bruciato e in parte utilizzato per realizzare la statua del santo, ancora oggi custodita nella Chiesa Madre di San Nicola.

Ma sono tante le iniziative che si terranno in Irpinia a dicembre e fino a giugno del prossimo anno.

 

Dal 5 all’8 dicembre 2015

NOTTE RE LA FOCALENZIA – Il Comune di Castelfranci è pronto a rivivere la tradizione secolare dell’accensione dei falò nella notte dell’Immacolata. Organizzata dalla locale Pro Loco torna in Irpinia la “Notte re la Focalenzia”. L’appuntamento si svolgerà dal sabato 5 al martedì 8 dicembre 2015 quando lo splendido borgo altirpino offrirà ai visitatori un affascinante spettacolo visivo messo in scena dai fuochi dei falò. Il tutto impreziosito dalle eccellenze territoriali. A riscaldare le quattro serate di festa non ci sarà solo il fuoco dei bracieri ed il calore della cittadinanza ma anche tanta buona musica con due concerti serali per danzare e divertirsi.

 

6 dicembre 2015

LE VAMPALORIE A VOLTURARA IRPINA – Tutti i quartieri e le strade sono invitate a fare la “vampaloria” più grande per vincere la gara e difendere le nostre tradizioni. Anche a Volturara Irpina il rito della vampaloria assume un significato magico e atteso. Questi fuochi che si alzano nella notte tra i vicoli e le piazzette del paese attirano sempre l’attenzione di tanti. Ogni 6 Dicembre la festa del Santo Patrono San Nicola di Bari ha il suo epilogo dopo la processione per le strade del paese con l’accensione di questi grandi falò che vedono la partecipazione di ragazzi e di adulti con eguale intensità emotiva per vivere la fredda sera in un richiamo atavico che si perde nella notte dei tempi e vede il fenomeno collegato al rito dei festeggiamenti del Vescovo di Mira.

I FALO’ DI SAN NICOLA BARONIA –  I festeggiamenti, in onore del Santo Patrono, San Nicola, inizieranno nel pomeriggio del 6 dicembre (e fino al 7 dicembre) con la solenne celebrazione nella chiesa Madre. Seguirà la tradizionale processione del Patrono per le vie del paese. Come accade ormai da un decennio, particolare attenzione è stata posta anche nella scelta degli artisti che daranno vita ad un vero e proprio Festival Musicale. Sarà questa, l’occasione per assaggiare i prodotti tipici di San Nicola Baronia che saranno proposti nella “Sagra de Lu Callariell” (peperoni tondi essiccati al sole riempiti di olio di oliva e fatti scaldare nella cenere).

 

7 dicembre 2015

FALO’ DELL’IMMACOLATA A CONZA DELLA CAMPANIA – Il 7 Dicembre 2015 la Caritas parocchiale, con l’aiuto dei giovani di Conza, organizza i mercatini di Natale 2015. In serata alle ore 19,30 si terrà la benedizione del fuoco dell’Immacolata e l’apertura dei mercatini. Alle ore 21 il lancio comunitario delle lanterne.

I FUOCHI ALLAVORATI DI LUOGOSANO – Sono falò che vengono accesi la sera del 7 dicembre in onore della Madonna Immacolata. Nel buio di una fredda notte invernale, “avvampato” dalle fiamme dei falò, ogni anno, il 7 dicembre rivive il piacere dell’incontro intorno al fuoco. Il rito dei “Fuochi Allavorati” nasce in onore alla Madonna, una tradizione che affonda le sue radici nel lontano 1854, quando la popolazione locale, in attesa della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla “Ineffabilis Deus” del Papa Pio IX, in preghiera all’aperto per difendersi dal freddo e dal buio, accese dei fuochi. Questo rito si è consolidato nel tempo, diventando simbolo di liberazione, speranza e propiziazione.

 

8 dicembre 2015

MADONNA DE LO FUOCO – Lioni si appresta a celebrare uno dei eventi più attesi dell’anno e che di fatto dà il via alle celebrazioni natalizie. L’appuntamento è per martedì 8 dicembre 2015 con la “Madonna de lo fuoco”. Come ogni anno nel giorno dell’Immacolata la cittadina irpina si illumina alla luce dei falò. L’evento organizzato dalla locale Pro Loco e dal Forum dei Giovani di Lioni rientra nell’ambito di un progetto che vede un ritorno alle tradizioni locali, attraverso la valorizzazione del centro storico e dei prodotti tipici dell’Alta Irpinia. A partire quindi dalle ore 18 di martedì 8 dicembre 2015 cittadini e visitatori si ritroveranno “intorno al fuoco” anche per degustare alcuni dei prodotti tipici del territorio. Infatti per l’occasione sono previsti anche alcuni stand enogastronomici, mercatini e la degustazione di torrone caldo in cialde croccanti oltre a castagne pralinate al miele.

Anche a Morra de Sanctis si terrà il Falò dell’Immacolata.

 

13 dicembre 2015

IL FALO’ DI SANTA LUCIA A MUGNANO – Come ogni anno si rinnova a Mugnano del Cardinale il rito del Falò in onore di Santa Lucia. Dopo la Santa Messa celebrata alle prime luci dell’alba del 13 dicembre “I ragazzi del Fucarone” presso la centralissima piazza Umberto I tengono in vita la tradizione che dura da tantissimi anni e che vede partecipare tantissima popolazione.

 

Dal 24 dicembre 2015

Il 24 e 25 dicembre l’appuntamento è a Pago Vallo Lauro per il falò natalizio.

LA TRADIZIONE DEL MAIO A BAIANO – Tra gli appuntamenti più suggestivi del Natale in Irpinia troviamo la festa del Maio di Baiano, in onore di S. Stefano, patrono del paese. E’ difficile illustrare in poche righe questa manifestazione “non ricopiata da riti pagani, ma bella perché semplice e genuina opera di fede, esplosione di gioia, di allegria, di gioventù, di fede e… di botti! I baianesi si preparano per questa festa a partire dal 13 Dicembre, quando, in occasione della festività di S. Lucia, ha inizio il ciclo delle messe mattutine. La notte di Natale costituisce il prologo della festa. Alle 5 del mattino di Natale, le campane richiamano in chiesa boscaioli, cacciatori e giovani volenterosi, i quali con la benedizione del parroco ed armati di asce, di fucili e di tracchi, partono alla volta del monte Arciano dove il 22 novembre è stato scelto l’albero da portare in trionfo. Qui tagliano l’albero più alto, più diritto e più bello che trovano, il “Maio”, simbolo della fede dei Baianesi per il loro Santo Protettore. Alle 11 il Maio imbocca il corso del paese. Il Maio è accompagnato da canti natalizi locali e da un continuo sparare, così intenso che il corso si copre di un mantello di fumo impenetrabile allo sguardo. Al di sopra degli appassionati fedeli e del caratteristico nuvolone di fumo si eleva il Maio, simbolo, tra le altre cose, di pace e di amore. Il momento piú entusiasmante ed emozionante è l’alzata del Maio, tirato su con forti corde dal tetto della Chiesa e fissato in una buca davanti al Tempio. La popolazione accorsa in massa intona “Oi Stefanì”, applaude, lacrima, prega e freme per la perfetta “alzata” dell’albero. E le note calorose intrise di fede giungono fino in cielo, insieme con le note di piombo sparato dagli improvvisati cacciatori. Eretto e fissato il Malo, il sacerdote celebra la Messa fuori dal Tempio, alla presenza dell’albero trionfatore. La festa non finisce qui. Subito dopo pranzo i giovani tutti si ritrovano in piazza, si dividono in squadre e percorrono le strade del paese per raccogliere fascine (‘e sarcinielle) e roba vecchia. Si fa a gara per elevare un bel mucchio di legna ai piedi del Maio. Questa è la parte più calda ed esplosiva della festa. Terminata la raccolta, si accende il falò, il “focarone”, che manda altissime fiamme fin sulla cima del Maio che troneggia maestoso ed austero in mezzo a tanta gioia.

 

14 gennaio 2016

Anche a gennaio si rinnova la tradizione secolare del falò in Irpinia.

Si parte il 14 gennaio con la benedizione ed accensione del falò “Focarone” in onore di San Felice patrono di Tavernola San Felice ad Aiello del Sabato.

 

17 gennaio 2016

LE CARCARE DI SANT’ANTUONO A SOLOFRA – Si continua nel giorno dedicato a Sant’Antonio Abate dove falò vengono accesi in tutti i quartieri di Solofra ma anche Quindici, Cervinara e a Vallata (li fauni).

LA NOTTE DEI FALO’ A NUSCO – A metà gennaio i riflettori saranno puntati a Nusco per la nuova edizione della Notte dei falò, la kermesse che richiama ogni anni in Alta Irpinia, nel borgo nuscano, migliaia e migliaia di visitatori da ogni provincia della Campania.

 

20 gennaio 2016

Il 20 gennaio è il giorno del falò in onore di San Sebastiano e San Fabiano Martire ad Aiello del Sabato.

 

8 febbraio 2016

IL FOCARONE DI SAN SABINO – Come ogni anno, anche ad Atripalda si rinnova l’accensione dei fuocaroni in onore di San Sabino, Santo patrono di Atripalda.

 

A marzo e giugno 2016

I FALO’ DI SAN GIUSEPPE E SANT’ANTONIO DA PADOVA – La nostra carrellata si chiude con gli appuntamenti del 19 marzo e del 13 giugno quando, nel giorno di San Giuseppe, saranno accesi i focaroni a Trevico, Ariano, Lacedonia, Scampitella, Bagnoli Irpino e Castel Baronia; mentre a Caposele, a giugno, si festeggia S. Antonio con i falò notturni. In ogni piazzetta, di ciascun quartiere o contrada, attorno al rito antico del fuoco, si mangia e si beve e si balla e si conversa. Tutto in un’atmosfera di suggestioni intime.


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