Facoltà di Medicina e Ospedale S. Giacomo: le proposte dell’Udeur

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Avellino – L’Udeur si riunito questo pomeriggio in un incontro per discutere il piano ospedaliero regionale 2007/2009 licenziato dalla V Commissione. Un summit da cui è emersa una nuova proposta: far tenere il praticantato degli iscritti alla Facoltà di Medicina dell’Università di Salerno anche nelle strutture sanitarie pubbliche della provincia di Avellino, in particolare nella Città Ospedaliera. Anche in considerazione del fatto che buona parte del bacino di utenza dell’Università appartiene anche all’Irpinia. Poi il fulcro del discorso: il piano ospedaliero. Luigi Napolitano, Antonello Cerrato, Nicola Moretti, Rita Capone, Pasquale Bossone, Sfefano La Verde e Massima Maffei, pur ritenendo soddisfacente la struttura basilare del piano, sostengono la necessità di organizzare dei confronti anche con le organizzazioni di categoria e le associazioni. In più, ritengono che il piano debba intervenire su una serie di questioni, ancora carenti nella provincia di Avellino. In Irpinia – secondo l’Udeur – non è più sopportabile la mancanza del trasporto neonatale di emergenza e della chirurgia pediatrica nella città di Avellino. Quindi, è da potenziare il settore pediatrico. L’altra questione – sollevata da Nicola Moretti – riguarda l’ospedale di Solofra. “Una struttura di secondo livello non può essere carente nel settore della rianimazione. Il piano regionale prevede l’Unità spinale, ma senza la rianimazione non si può affrontare nessun altro discorso. Chiediamo anche l’introduzione dell’oculistica e del reparto di ortotraumatologia. Occorre anche puntare sulla riabilitazione”. Ma ciò che sta particolarmente a cuore all’Udeur, sempre per quel che riguarda Solofra, è il Centro Oncologico per malati terminali di prossima apertura. “Secondo quanto stabilito – ha dichiarato ancora Moretti – la struttura dovrebbe essere gestita soltanto dal volontariato. Noi, come partito, chiediamo invece che l’hospice venga gestito dalla Regione tramite l’Asl. Il coinvolgimento delle associazioni potrebbe esserci successivamente”. Attenzione anche nei confronti dell’Ospedale San Giacomo: “Chiediamo – è stato l’intervento di Pasquale Bossone –che questa struttura non venga chiusa e che sia interamente destinata al reparto della riabilitazione, un settore che oggi viene esclusivamente gestito dai privati. E’ impensabile che in Irpinia non ci sia una struttura pubblica a gestire la riabilitazione. In questo modo, non solo salveremo l’ospedale di Monteforte, ma contribuiremo a rendere più umana la sanità in provincia”. Un’altra battaglia che il consigliere Bossone intende intraprendere, è quella relativa alla clinica “Parco degli Ulivi” di Moschiano. “E’ chiusa da diversi anni. L’Asl 2, di recente, ha acquistato la struttura per cinque miliardi delle vecchie lire. Vogliamo sapere cosa intende farne, anche perché prima dava lavoro a ben 45 persone. Inoltre, in quella clinica c’era un acceleratore lineare di altissima avanguardia. Per questo motivo, occorre intervenire per salvare Parco degli Ulivi”.

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