Fa ’13’ al Totocalcio, ma a distanza di 28 anni non viene pagato

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Un commerciante di Martina Franca ha citato in sede civile il ministero dell’Economia e Finanze, il Coni e alcuni suoi dirigenti, ex e attuali, tra i quali Mario Pescante e il direttore generale Raffaele Pagnozzi, e la titolare del bar di Ginosa in cui l’1 novembre 1981 giocò una schedina al Totocalcio, realizzando un ’13’ da oltre un miliardo di lire. Lo scommettitore, impegnato da 28 anni in una battaglia legale, non ha ancora incassato la vincita (che oggi, rivalutata, ammonterebbe a 25 milioni di euro) perchè il gestore della ricevitoria, poi risultata abusiva, smarrì la matrice del tagliando e il Coni declina ogni responsabilità.
L’uomo, che chiede di condannare i convenuti (otto tra persone fisiche e giuridiche) al pagamento in solido della vincita rivalutata e al risarcimento dei danni, il 9 dicembre alle 10,30 terrà una conferenza stampa sotto la sede del Coni a Roma, in Largo Lauro De Bosis 15, e il 10 dicembre inizierà una protesta ad oltranza dinanzi alla Camera dei deputati e al ministero dell’Economia. Nella denuncia il mancato miliardario fa presente che la schedina è stata dichiarata autentica che il Coni, come dimostrato da una perizia del 2004, si avvalse di una ricevitoria non autorizzata e che questo sarebbe sufficiente per far scattare la responsabilità extracontrattuale.

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