Ex Ospedale Capone – Suicida ritrovato dopo giorni. Indaga l’Arma

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Avellino – I Carabinieri della Compagnia di Avellino, guidati dal Tenente Stefano Di Napoli, hanno rinvenuto cadavere un 50enne di Avellino. Una macabra scoperta tant’è che è stato difficile anche per gli stessi inquirenti descrivere il drammatico epilogo del suicida. Il corpo senza vita è stato trovato legato con una corda di nylon alla gola. L’estremità della fune era legata alla tubatura esterna dell’immobile di Via Ferriera che fino a qualche mese fa ospitava l’ospedale ostetrico – ginecologico – pediatrico “Capone” (ora locato nella Città Ospedaliera) di Contrada Amoretta. E’ stata una voce camuffata e quindi anonima a segnalare alla Sala Operativa del “112” la presenza di un corpo penzolante nella parte retrostante dell’edificio ormai abbandonato e fatiscente. A sirene spiegate immediatamente i Carabinieri si sono portati sul posto: dopo essere riusciti a superare il cancello che delimita l’ingresso allo stabile, sono riusciti ad individuare il luogo della tragedia. Al loro arrivo purtroppo non c’è stato nulla da fare. L’uomo era già morto. Come prassi è stato investito della tragedia il Magistrato di turno Tufano ed il medico legale: secondo una prima ispezione cadaverica, il decesso è da far risalire a qualche giorno fa, probabilmente allo scorso fine settimana visto l’inizio dello stato di decomposizione e gli evidenti segni sul volto. Chiara invece la causa del decesso: l’uomo si è tolto la vita impiccandosi. Sul caso è stata aperta un’indagine. Tanti sono i dubbi da chiarire e soprattutto come l’uomo sia riuscito a raggiungere il retro dell’ospedale. Con la tragedia di Via Ferriera sale a undici il numero dei suicidi dall’inizio del 2006 ed è il quinto nel solo mese di aprile. Insomma in Irpinia i decessi per suicidio sono diventati più numerosi rispetto a quelli dovuti agli incidenti della strada o a quelli per overdose di droga. Tragici episodi sui quali con molta probabilità la società deve assumersi le proprie responsabilità e deve mobilitarsi affinché questi malesseri interiori non continuino più ad essere sottovalutati. (di Emiliana Bolino)

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