Evasione fiscale ad Avellino, cinque società coinvolte

0
5850

Evasione fiscale, un commercialista e due imprenditori di Avellino nei guai all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Avellino hanno proceduto all’esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del tribunale il quale ha disposto gli arresti domiciliari e la misura interdittiva nei confronti di un professionista contabile, e l’interdizione per ulteriori cinque indagati – tra cui ci sarebbero i due imprenditori avellinesi – per periodi tra sei mesi e 10 mesi, dall’esercizio dagli uffici direttivi ed amministrativi di imprese, tutti ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, allo stato delle indagini, per i reati tributari di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, indebita compensazione di crediti d’imposta ed occultamento o distruzione di documenti contabili.

Eseguito anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di denaro, beni o altre utilità per un valore complessivo pari ad € 3.788.202,90 nei confronti cinque società coinvolte nelle frodi.

Le complesse indagini, svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Avellino, hanno fatto emergere, in particolare, la posizione di una società formalmente operante nel settore
informatico, avente sede legale in provincia di Avellino e riconducibile a soggetti “prestanome” che, attraverso una serie di operazioni fittizie e grazie alla frode dichiarativa realizzata ai fini IVA, avrebbero prodotto artificiosamente per l’annualità d’imposta 2018 un consistente credito di imposta sul valore aggiunto, per un importo superiore a 3 milioni di euro.

Credito successivamente utilizzato per accumulare ulteriore illecito profitto sfruttando la possibilità di compensazione tributaria. A riguardo, è emersa la figura di un commercialista pugliese che, attraverso la propria opera professionale di intermediazione risultata determinante per la riuscita della frode, avrebbe consentito a numerose società, ditte individuali e persone fisiche, aventi domicilio fiscale in tutto il territorio nazionale, di “abbattere” i propri debiti
tributari e previdenziali mediante la compensazione cd. “orizzontale ” con parte dei crediti inesistenti prodotti dalla società originatrice, consentendo così ai soggetti beneficiari di non versare imposte, fra il 2019 ed il 2020, per complessivi 2 milioni di euro.