Evasi, “caccia” senza soste: 100 uomini e cani molecolari. Fuga simile a 10 anni fa

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La fuga dei due evasi dal carcere di Avellino continua, così come proseguono, senza sosta, le loro ricerche. Come anticipato ieri pomeriggio, la “caccia” dei due sembra concentrarsi sul Monte Faliesi. E’ dalla tarda mattinata di ieri che la montagna a Sud del capoluogo, a ridosso dei comuni di Contrada, Forino e Monteforte Irpino, viene scandagliata dalle forze dell’ordine.

Una zona impervia, in alcuni tratti quasi impossibile da raggiungere se non a piedi, che per la sua conformazione naturale potrebbe essere un nascondiglio sicuro, visto che ci sono diverse grotte e diversi anfratti. Una zona anche abbastanza estesa. Proprio per questo motivo, in Irpinia, da ieri pomeriggio, sono arrivate anche due squadre del reparto dei Cacciatori carabinieri di Puglia, specializzati in rastrellamenti, appostamenti, pedinamenti.

Cani molecolari

Le squadre speciali pugliesi vanno ad aggiungersi ai 100 uomini, tra carabinieri, carabinieri forestali, agenti di polizia penitenziaria, impegnati nelle ricerche del romeno Florian Mocian, 22 anni, e del 40enne marocchino, Hassin Kilifi.

In campo anche i cani molecolari, utili ad ampliare il raggio d’azione nei boschi di Cesinali, Aiello del Sabato, fino ad arrivare a Serino, Solofra, Montoro.

I due evasi stavano scontando pene definitive per concorso in omicidio e traffico di droga: Mocian e Kilifi avrebbero scontato la pena, rispettivamente, nel 2032 e nel 2028.

La fuga

E’ avvenuta come le scene dei film. Probabilmente pianificata da un po’ di tempo, insieme al terzo compagno di cella, un albanese, bloccato subito dai carabinieri. Sono evasi effettuando un buco nella parete della cella, forse quella del bagno, coperta da suppellettili durante il “lavoro”. Hanno trasformato le lenzuola in corde e si sono calati dal primo piano del penitenziario, fino al cortile. Attraverso l’intercinta hanno poi raggiunto l’esterno.

Fuga che ricorda quella del 12 dicembre 2012, quando evasero quattro detenuti, in modo identico, ovvero tre pugliesi ed un campano, che vennero intercettati ed arrestati alcuni giorni dopo a Potenza.