Eurovision 2026, Grottolella sostiene Sal Da Vinci: il borgo irpino protagonista su Rai 1

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Il borgo irpino di Grottolella è stato protagonista nella giornata odierna, sabato 16 maggio 2026, del programma di Rai 1 “Bar Centrale”, condotto da Elisa Isoardi. Un’occasione preziosa per mostrare all’Italia il volto autentico di una comunità coesa e pienamente orgogliosa delle proprie radici.
A raccontare Grottolella al pubblico televisivo è stato l’inviato Lorenzo Branchetti, che ha spiegato le ragioni che legano il borgo con il concorrente italiano dell’edizione 2026 dell’Eurovision, Sal Da Vinci, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo con la sua “Per sempre sì”.

La sorella dell’artista, infatti, è sposata con un “grottolellese” e vive nel paese da anni mentre il padre, Mario Da Vinci, istituì nel 2008 proprio nel Comune di Grottolella, in qualità di Direttore Artistico, il Premio artistico e culturale “Armando Gill”, riconoscimento dedicato alla musica. Non a caso, una piazza del paese porta oggi il nome di Armando Gill: insomma, un intreccio di biografie e tradizioni che ha reso naturale la scelta di Grottolella come luogo simbolico per il collegamento.

In studio, a commentare la partecipazione di Sal Da Vinci all’Eurovision – la cui finale si terrà stasera a partire dalle ore 20:35 – sono intervenuti, tra gli altri: Gigi Marzullo, Serena Bortone, Rosanna Lambertucci, Pino Strabioli.
Il dibattito si è concentrato sul ruolo della musica popolare, sulla sua capacità di raccontare il Paese e sulla legittimità della presenza di Sal Da Vinci in un contesto internazionale come l’Eurovision, nonostante le critiche di alcuni “detrattori”, tra cui quelle del cantautore Mario Biondi.

Ad essere stati protagonisti del collegamento dal Green Bar di Piazza Municipio: la farmacista “grottolellese d’adozione” Antonella; Luciano, storico del paese, insieme alla moglie Pia, con una lunga carriera nei beni culturali; la signora Titina, memoria vivente del borgo e il giovane dj ventenne Rocco. All’unisono hanno manifestato sostegno a Sal Da Vinci, difendendone la partecipazione al festival musicale internazionale.

Interessante, inoltre, la riflessione conclusiva di Gigi Marzullo, che ha richiamato Marcel Proust per ribadire il valore culturale della canzone:
“Le canzoni, anche quelle brutte – e quella di Sal non lo è – servono a conservare la memoria del passato, più della musica colta per quanto sia bella.”

Grottolella ha saputo valorizzare il proprio patrimonio umano e culturale, confermando ancora una volta quanto i piccoli borghi siano custodi di storie che intrecciano, virtuosamente tradizione, comunità e “contemporaneità”.