Esplosioni al Vescovato: l’indagato resta in carcere

Esplosioni al Vescovato: l’indagato resta in carcere

26 Agosto 2019

di Andrea Fantucchio

Il 49enne salernitano, indagato per aver fatto esplodere una bombola di gas davanti al palazzo vescovile di Avellino, ha scelto di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari, Marcello Rotondi. Il gip ha confermato l’arresto in carcere. L’ interrogatorio dell’indagato era fissato per questa mattina, presso il penitenziario di Bellizzi Irpino. Penitenziario dove l’uomo, assistito dagli avvocati Nello Pizza e Nicola D’Archi, si trova recluso da venerdì scorso.

Per l’indagato, alla luce di quanto sostenuto dalla difesa, si cerca una comunità di recupero. Una struttura specialistica, alla quale assegnarlo, per seguirlo nel suo percorso di recupero dalla dipendenza da alcol. I legali, perciò, con molte probabilità rinunceranno all’udienza di Riesame, che diverrebbe superflua.

L’uomo è accusato di lesioni colpose aggravate in seguito ad altro reato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo aver comprato delle bombolette di gas in un negozio di oggettistica, il 49enne ne ha fatta esplodere una davanti al palazzo vescovile.

Un passante 64enne ha riportato ustioni di secondo grado a un braccio e al volto. Lievemente ferito un vigile urbano. Mentre Carlo Mele, che si trovava davanti al Vescovato al momento dell’esplosione, per fortuna non ha riportato gravi danni.

Un movente, per spiegare il gesto, potrebbe essere rappresentato da un litigio avuto dall’indagato con un operatore di un centro gestito dalla Caritas. Il gip, in attesa di trovate una comunità di accoglienza per l’indagato, ha confermato l’arresto in carcere.