Esplosione Rifometal: grave operaio. Alla base una bomba ‘sporca’

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Nusco – Una violenta esplosione, un boato, fiamme alte e fumo. La deflagrazione è avvenuta in mattinata presso lo stabilimento della Rifometal, industria in cui dal 1997 vengono lavorati metalli anche di natura bellica e lingotti d’alluminio anche su commissione della Almec. L’azienda, collocata presso il Pip di via Zona Industriale, è tra le prime in provincia per la lavorazione dei metalli e dei non metalli. Nell’incidente è stato ferito gravemente un operaio, Antonio Pierro 40enne originario di Montemarano. Prontamente soccorso dagli stessi colleghi, e vista la gravità delle ferite e delle ustioni riportate su tutto il corpo, è stato trasportato d’urgenza presso il nosocomio Cardarelli di Napoli. Pierro lotta contro la morte nel reparto Grandi Ustioni e Chirurgia Plastica del plesso ospedaliero partenopeo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti appurata dai Carabinieri della Compagnia di Montella, coordinati dagli agenti del Commissariato di Polizia di Sant’Angelo dei Lombardi, con molta probabilità l’esplosione è stata causata dall’elevata temperatura di un altoforno in piena attività di fusione di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale non perfettamente pulito dalle residue polveri da sparo. Intanto cresce la preoccupazione tra i dipendenti della Rifometal che hanno proclamato lo stato di agitazione a tutela della propria incolumità. In campo anche i sindacati che avrebbero richiesto ai manager e dirigenti del centro industriale la messa in sicurezza dell’azienda. Infatti, da una ispezione da parte dei Vigili del Fuoco, la Rifometal sembrerebbe essere non a norma per quanto riguarda le misure di prevenzione in caso di incendio o altro tipo di incidente, ma su questo aspetto è prematuro dare giudizi di carattere tecnico. “E’ un episodio che ancora una volta ci mette di fronte alla questione della sicurezza sul lavoro. Così il primo cittadino di Nusco Giuseppe Del Giudice interviene sulla esplosione alla Rifometal. “La nostra realtà industriale e la fame di occupazioni sta danneggiando gravemente il tessuto produttivo non solo locale. Pochi giorni fa, sono stati posti i sigilli alla terza azienda del Pip risultata non a norma rispetto alle direttive sulla antinfortunistica”. Ed ancora, il primo cittadino sollecita l’attiva vigilanza delle istituzioni e dei sindacati affinché ci sia il rispetto e la tutela sia del singolo lavoratore che dell’industria. “Invito le associazioni di categoria a lavorare proficuamente sia per mantenere standard qualitativi efficienti, sia per rispettare l’ambiente”. (di Marianna Marrazzo)

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