Elezioni regionali, ipotesi voto tra il 12 luglio e il 1° novembre. Il Governo lunedì decide

Elezioni regionali, ipotesi voto tra il 12 luglio e il 1° novembre. Il Governo lunedì decide

18 Aprile 2020

Alfredo Picariello – Elezioni regionali, ipotesi voto tra il 12 luglio e il 1° novembre. Il Governo, secondo rumors sempre più insistenti, potrebbe far svolgere la consultazione in questo arco temporale. Arriverà lunedì 20 in Consiglio dei ministri la norma che stabilisce i nuovi termini su cui si ragionerà fino all’ultimo alla ricerca di una soluzione condivisa.

La scadenza naturale

A primavera inoltrata, come si sa, sarebbero arrivati a scadenza sette organismi, dalla Valle d’Aosta a Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Stando alle bozze del provvedimento in discussione, gli organi elettivi regionali a statuto ordinario, il cui mandato scade entro il 2 agosto 2020, durano in carica cinque anni e tre mesi e le elezioni dei nuovi Consigli si svolgono tra le otto domeniche prima della scadenza del mandato e non oltre i sessanta giorni successivi al termine della durata in carica del medesimo mandato o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori. Tradotto in termini più chiari, significa che le regioni potranno votare tra il 12 luglio e la fine di ottobre.

Elezioni comunali

Se le misure venissero confermate, limitatamente all’anno 2020, le elezioni dei consigli comunali – mille i Comuni chiamati al voto – previste per il turno annuale ordinario si potranno tenere in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre 2020.

Il pressing dei Governatori

In favore di una consultazione ravvicinata si è detto il governatore del Veneto Luca Zaia, secondo cui la sessione elettorale autunnale “è pericolosissima perchè se ritorna il coronavirus non si va più a votare” e “sarebbe ingiustificata una proroga delle legislature di sette o otto mesi”. Sulla stessa lunghezza d’onda si muoverebbero anche il campano Vincenzo De Luca e Giovanni Toti in Liguria. Anche se tocca alle Regioni stesse fissare una data, l’esecutivo non vede di cattivo occhio un accordo complessivo per una sorta di election day che potrebbe includere anche il referendum per il taglio dei parlamentari (rinviato). Sempreché, come trapela da fonti ministeriali, non si debba intervenire nuovamente, in seguito, dinanzi a un peggioramento dell’emergenza che sulla carta non si può escludere.

La posizione di Emiliano (Regione Puglia)

“A ottobre è prevista la seconda ondata della pandemia, forse meglio prima: il mandato popolare serve a legittimare le scelte di chi come me è in scadenza”. Lo dice Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, intervistato oggi dal Fatto Quotidiano. Quindi, anche Emiliano si “allinea” alla posizione di Zaia, De Luca e Toti.

Il dibattito in Campania

Il segretario regionale del Pd, Leo Annunziata, è possibilista, ovvero apre ad una consultazione elettorale in estate. Al Corriere del Mezzogiorno, ha dichiarato: “Da un lato c’è l’esigenza di democrazia, cioè votare, dall’altro bisogna mettere in sicurezza la popolazione. Quando le due esigenze combaceranno si andrà al voto. Non credo che adesso si possa aprire un dibattito su questo. Auguriamoci che la situazione migliori”.