Elezioni, parla Iovino: “Se avessimo candidato Iannace alla Camera…” “Nel Vallo il Pd è cresciuto, basta falsità”

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Un partito aperto e plurale, disposto a mettere in campo nuove energie, e che ponga tra i suoi obiettivi principali il perseguimento della questione morale, tanto cara a due giganti della politica e che Iovino cita senza remore: Enrico Berlinguer ed Aldo Moro. E’ il sunto e l’auspicio di Franco Iovino, dirigente provinciale del Pd e presidente dell’ente regionale Parco del Partenio, promotore con Franco Vittoria – della direzione nazionale dem – dell’iniziativa “Quale Partito Democratico. Una riflessione a più voci per rifondare un’idea” che oggi ha avuto il merito di riunire le varie anime democratiche irpine, tra cui il presidente del partito Capolupo ed il segretario Pizza.

“Vogliamo dare un ulteriore contributo al partito, in questa fase difficile”, spiega Iovino. “Veniamo da una sconfitta storica (le elezioni politiche di domenica 25 settembre), non possiamo nasconderci dietro ad un dito. A questo punto, ogni militante, ogni singolo militante, deve contribuire a creare questa nuova fase, deve impegnarsi in prima persona. A livello nazionale, purtroppo, il nostro stare al Governo ci ha fatto mal percepire, perché in tantissimi hanno pensato che guidare il Paese non era uno strumento ma un fine per una classe politica diventata ormai un ceto. Le mie posizioni di oggi sono indipendenti a quelle espresse dal gruppo di cui faccio parte, Roberta Santaniello ha delle sue idee, non lontane dalle mie, ma delle sue idee. Oggi parlo a titolo personale ma non ho nessun intento polemico. La speranza è convogliare nel partito nuove energie”.

Franco Iovino prende la parola subito dopo Pizza, accanto a lui c’è Vittoria, l’uditorio è attento. “Abbiamo deciso di organizzare questo incontro prima della campagna elettorale, ci siamo resi conto che in tanti avevano difficoltà ad incontrarsi nel partito. Non c’è nessuna contrapposizione, da parte nostra, con l’assemblea che si è tenuta sabato scorso. Il momento è difficile, crediamo sia necessaria la collaborazione di tutti. Non bisogna dare retta a chi afferma o affermava che la Regione Campania è Salernocentrica e poco attenta all’Irpinia, perché così non è. Va valorizzato, invece, quanto di buono è stato fatto in provincia di Avellino dalla giunta regionale. Va anche detto che Piero De Luca capolista in questa provincia è stato un valore aggiunto”.

Iovino prosegue: “Rispetto, condivisione, militanza, collegialità, appartenenza devono essere le nostre parole d’ordine. Abbiamo subito una sconfitta storica, avevamo il programma più a sinistra degli ultimi anni ma non è bastato. Ci deve essere un’assunzione di responsabilità collettiva. Sarebbe ingeneroso far diventare Letta l’unico capro espiatorio. Le ragioni della sconfitta non affondano unicamente negli ultimi due mesi ma hanno radici negli ultimi dieci anni almeno”.

“Tutto questo di certo non lo risolviamo con un elenco di aspiranti leader e segretari di partito. Abbiamo bisogno di un congresso costruito diversamente, un congresso vero, non un congresso che si risolve con la conta ai gazebo”.

Il risultato elettorale nel Vallo Lauro

Su questo aspetto Iovino si è soffermato un po’ di più, anche perché lui è un militante storico di Lauro. “Ho letto e ascoltato dichiarazioni che non corrispondono al vero. Qualcuno, analizzando il voto subito dopo le elezioni, aveva notizie e dati sbagliati. Non trovo altre spiegazioni. Parliamo di numeri. I numeri sono incontestabili”.

Iovino parla carte alla mano: “Il Partito Democratico, nel Vallo di Lauro, rispetto alle elezioni del 2018, è aumentato in termini percentuali di quasi il 10%. Con 1.416 voti si attesta come prima partito”.

“Se l’intento di Petracca era quello di ottenere tutti i 5mila voti del Vallo, allora non ci siamo. Sarebbe significato pescare nelle zone grigie della società. Noi siamo argine a tutto questo. Ci siamo impegnati per evitare la disfatta”.

“Da non sottovalutare – aggiunge il dirigente Pd – la differenza dei voti espressi al Senato e quelli alla Camera. Uno scarto consistente che sottolinea ancora una volta come gli elettori siano legati alla persona. Se avessimo candidato Iannace alla Camera, l’Irpinia oggi avrebbe un parlamentare di centro-sinistra”.