Educazione stradale, la goccia Sailly entra nelle scuole campane

Educazione stradale, la goccia Sailly entra nelle scuole campane

1 Giugno 2019

Marco Grasso – La sicurezza stradale ha la forma e la simpatia della goccia Sailly. Saltellante, a volte con la faccina triste e impaurita, altre volte, quando il pericolo è finalmente alle spalle, decisamente sollevata, Sailly è destinata a diventare la mascotte degli alunni delle scuole primarie, naturali destinatari di un’iniziativa innovativa e di immediato impatto.

Il progetto di educazione stradale porta la firma della società S8 che, di concerto con esperti della comunicazione e della formazione, ha prodotto brevi cartoni animati informativi e formativi. “Il nostro progetto guarda ai più piccoli – precisa l’ingegnere Margherita Lanna – con l’auspicio di arrivare anche al bersaglio più grosso, agli adulti, agli automobilisti di oggi. E’ chiaro che vivremo in un contesto più sicuro solo quando avremo tutti consapevolezza dei rischi e dei pericoli che arrivano dalla strada. Iniziare dai più piccoli è un dovere, rappresentano il nostro futuro”.

Il nome scelto deriva da sail che, in inglese, vuol dire navigare. Un verbo che è naturalmente associato al web e, soprattutto per i più giovani, ai pericoli della rete. Un’altra strada, stavolta immateriale, da mettere rapidamente in sicurezza. “Internet e le nuove tecnologie possono essere un rischio, ma anche una grande opportunità di comunicazione, come nel caso del nostro progetto”, aggiunge Lanna.

Il video, curato e studiato nei minimi dettagli, è il mezzo migliore per catturare l’attenzione dei più piccoli, quotidianamente a contatto con smartphone e nuove tecnologie e naturalmente attratti dalle animazioni.

Ogni cartone animato è strutturato in tre parti: la prima rappresenta uno scenario di rischio o un comportamento scorretto e imprudente. La seconda indica le modalità per evitare o ridurre il rischio e la terza parte, infine, visualizza la segnaletica orizzontale e verticale come prescritto dal Codice della Strada.

Ogni scenario di rischio è stato identificato, definito e ricostruito sulla base delle analisi delle dinamiche di incidenti reali e con successive analisi di tipo ingegneristico e statistico.

L’obiettivo è diffondere la cultura della sicurezza. Un dovere se si dà un’occhiata agli ultimi dati Istat, decisamente inquietanti. Ammontano infatti a 174.933 gli incidenti con lesioni a persone registrati in Italia nel 2017, con 3.378 vittime e 246.750 feriti.  I ragazzi morti nella fascia di età 5-14 sono 34 e i feriti 4.914.

Da una prima analisi sommaria, le percentuali di giovanissimi coinvolti nel fenomeno sembrerebbero molto basse. Gli esperti del settore ritengono, invece, che le percentuali dei giovani coinvolti negli incidenti siano comunque preoccupanti. La mobilità dei giovanissimi è infatti molto più bassa rispetto ad un adulto e la loro esposizione ai rischi della strada dovrebbe essere notevolmente ridotta.

Così non è, nonostante l’Italia sia uno dei Paesi Europei che, all’obiettivo comune di dimezzare il numero di decessi nel decennio 2011-2020, ha aggiunto un secondo obiettivo ben più ambizioso: ridurre a zero il numero di decessi dei giovani sotto i 14 anni per incidenti stradali.

Parlare di sicurezza stradale, iniziando dalle scuole e dai più piccoli, diventa allora un obbligo, un dovere verso le future generazioni. Sailly può allora diventare un prezioso amico dei nostri ragazzi. Il progetto, ancora in una fase di start-up, sarà presto presentato in tutte le scuole italiane, con l’auspicio che possa contare anche sul sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione. Completamente autofinanziato, il progetto di educazione stradale è ora alla ricerca di partner e sostenitori che lo adottino, per poi promuoverlo e diffonderlo.

La sicurezza è una sfida che si vince tutti insieme, ognuno per la propria parte, ognuno per un pezzo di un mosaico da completare al più presto.