Si è tenuta questa mattina, 18 febbraio, presso i locali dell’ex Carcere Borbonico di Avellino l’incontro promosso da tutte le professioni tecniche della Provincia di Avellino. Presenti all’evento Fulvio Fraternali, presidente dell’Ordine degli Architetti P. P. C. di Avellino, Antonio Santosuosso, presidente del Collegio dei Geometri e Giulio de Angelis, presidente FEDERCOMATED.
Moderati da Generoso Picone, caporedattore de Il Mattino, i candidati irpini al Parlamento sono intervenuti sui temi proposti dalle professioni tecniche.
Claudio Rossano, del movimento “Fare per fermare il declino”, ha definito l’incontro davvero necessario in quanto in città e in Campania si sente sempre più bisogno di una trasparenza amministrativa che non c’è mai stata. “Fare” punta ad affermare il concetto per cui le spese pubbliche debbono gravare sullo Stato e non più sul cittadino – ha dichiarato – . La nuova urbanistica della città deve distanziarsi da quella campana, in quanto il declino urbanistico di Avellino è causa, soprattutto, della mala politica passata che ha adoperato i soldi pubblici per opere a dir poco inutili.”
Anche Antonio Prezioso (FLI) ha definito il tema dell’incontro molto stimolante, sottolineando l’importanza della “rigenerazione della città”. Il candidato FLI ha discusso su quanto sia fondamentale riorganizzare e riqualificare le aree urbane di Avellino partendo dal concetto del “riuso del costruito”, cominciando, magari, dai quartieri popolari.
Enza Ambrosone dell’UDC: “Trovo una perfetta aderenza tra i punti proposti dalle professioni tecniche e ciò che la politica comunale e regionale dovrebbero effettivamente portare avanti. In passato abbiamo perso un appuntamento fondamentale: quello con la pianificazione strategica a lungo termine, non sono mancate le risorse economiche ma le idee giuste, un progetto efficiente e lungimirante. La politica nazionale, in primis, deve, per forza di cose, occuparsi del rinnovo urbano nell’interesse della collettività.”
Antonio Zampaglione, candidato al Senato con Fratelli d’Italia, ha insistito sul dare concretezza alle idee dei politici, a non lasciar tutto astratto e ad avere il coraggio di portare avanti le scelte e le promesse fatte.
Achille Benigni (Fare per fermare il declino) ha delineato gli elementi che hanno portato all’attuale crisi edilizia. Tre le cause principali: il costo del lavoro e la pressione fiscale; l’eccessiva burocrazia; ed un sistema bancario che poco aiuta i privati e le pubbliche amministrazioni.
A concludere l’incontro Fulvio Fraternali, presidente dell’Ordine degli Architetti: “Ad essere sincero, nell’ideazione di questo incontro, immaginavo un andamento del tutto diverso da quello che si è avuto: il dibattito tra i candidati avrebbe dovuto avere come trait d’union il concetto che la filiera dell’edilizia in Irpinia potrebbe rappresentare il vero e proprio volano per la rinascita di Avellino e della provincia tutta. Non si è, però, parlato dello sviluppo a cui si mira: per arrivare a ciò c’è bisogno di un processo che miri, effettivamente, al bene comune. Ci vuole la volontà politica per cambiare concretamente il modo di gestire l’edilizia in città e in tutta la provincia”.
