Rifiuti, smog, inquinamento acustico, ingorghi, trasporto pubblico scadente: cercasi sindaci coraggiosi. È stato presentato ieri a Roma lo studio sulle città italiane di Legambiente ‘Ecosistema Urbano 2007’. Dati generali poco edificanti ed una classifica in cui Avellino si aggiudica il 34° posto. Nell’Italia delle città infatti la qualità ambientale non cresce e molti settore chiave della vivibilità urbana sono come abbandonati a se stessi. Lo dicono i numeri: l’inquinamento atmosferico da un anno all’altro non è praticamente cambiato, rimanendo perciò a livelli d’allarme, la congestione è sempre la stessa. Mentre il trasporto pubblico locale perde passeggeri, la produzione di rifiuti è aumentata e non è affatto compensata da quel timido segno ‘+’ davanti al trend della raccolta differenziata. Lo dice anche l’esperienza quotidiana dei cittadini, fatta di code nel traffico, di città talvolta più sporche, di servizi non sempre efficienti. In questo contesto grigio per trovare la città più sostenibile bisogna andare molto a nord, arrivare a Bolzano, il capoluogo più settentrionale d’Italia. Di limiti, di lacune, di pecche abbonda invece il sud, soprattutto la Sicilia. In questo scenario statico, basta un leggero movimento per cambiare le carte in tavola: così le grandi città, pur non brillando, con un po’ di depurazione in più o qualche nuova pista ciclabile guadagnano posizioni in classifica e guidano una ripresa delle metropoli più apparente che reale. Prendiamo l’esempio dell’aria. I valori di biossido di azoto sono oggi superiori ai limiti di legge in 43 comuni rispetto ai 38 dello scorso anno, mentre per le polveri sottili il livello dell’allarme sanitario è stato superato in 24 città. Altri sintomi di non cambiamento arrivano dal ciclo delle acque: la depurazione degli scarichi civili è ferma al 79%, come lo scorso anno. Invariate, e dunque elevatissime, le perdite della rete idrica, che passano da un anno all’altro dal 30% al 31%. Stazionari anche i consumi elettrici domestici, con una contrazione nelle regioni settentrionali e una crescita nelle regioni meridionali. I rifiuti prodotti continuano invece a salire in maniera continua e preoccupante: quasi il 2% in più in valore assoluto rispetto al dato dello scorso anno. Irrisolta, poi, è la questione abusivismo edilizio: l’ultimo censimento realizzato da Legambiente ha stimato la realizzazione di oltre 40mila costruzioni abusive e il prezzo più alto lo pagano Calabria, Campania, Sicilia e Puglia. Una ‘foto di gruppo’ in cui si inserisce anche la città di Avellino che guadagna il podio nella classifica relativa al consumo di elettricità attestandosi, invece, per linee generali, solo al 34° posto.
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