E se Cinquestelle e Centrodestra votassero contro Renzi alle Primarie Pd?

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Pasquale Manganiello – Le Primarie Pd sono aperte a tutti. Questo è un dato di fatto. Tutti possono votare. Chiunque, alla per niente modica (di questi tempi) cifra di 2 euro, il prossimo 30 Aprile potrà contribuire a scegliere il nuovo segretario del Partito che in questo momento sta guidando il Paese. L’unica controindicazione sarebbe quella di dover “sopportare” i fastidiosissimi messaggi e le mail che il coordinamento Pd invierà per annunciare eventuali iniziative, soprattutto in campagna elettorale a causa dell’iscrizione all’albo degli elettori Pd nel momento della votazione.

Quella nel titolo è chiaramente una provocazione ma forse ha un senso. Matteo Renzi si è costruito questo Congresso su misura. Ha condotto neanche tanto gentilmente alla porta gli scissionisti, facendo capire che per lui erano più un peso che altro. Sa che il Partito è con lui e che Orlando ed Emiliano sono in gioco per sperare di contare qualcosa in termini percentuali ma che niente hanno a che fare con il verbo “impensierire” e con la parola “leader” al prossimo Congresso.

Eppure Renzi è il nemico giurato dei pentastellati, di parte del Centrodestra (sui “berlusconiani” – vedi caso Minzolini e salvataggi comuni – preferirei mantenere qualche riserva) e degli scissionisti. Se l’ex presidente del Consiglio perdesse il Congresso Pd, di fatto, crollerebbe in un amen tutta l’architrave renziana, si sfalderebbero in un attimo tutte le certezze (soprattutto, o forse solo, all’interno del Pd) che tengono in vita il giglio magico nonostante le sonore bocciature degli ultimi tempi e le Politiche risulterebbero una competizione nettamente più in discesa per la coalizione di Centrodestra e le forze grilline. La stessa Sinistra ritroverebbe una sponda e un alleato “programmatico” in vista delle elezioni e non il despota che l’ha cacciata dal partito e più volte “umiliata”.

Ad Avellino, in questo momento, il Pd è quasi completamente renziano perché il vento al Nazareno soffia ancora verso quella direzione. Siamo convinti che molte delle scelte di Renzi non siano gradite ai vari capibastone e che un eventuale ko al Congresso rivolterebbe Via Tagliamento come un calzino.

Per quello che appare, però, il prossimo trenta Aprile sarà praticamente un congresso blindato pro Renzi: resta il fatto che se elettori grillini, leghisti, Fdi, Articolo 1, andassero in massa a votare contro Renzi, per un Emiliano o un Orlando qualunque, porterebbero l’ex Premier ad onorare almeno una promessa: uscire di scena dalla vita politica.

Naturalmente non avverrà ed il Pd sceglierà compatto di appoggiare il segretario dimissionario tentando di ritrovare la giusta via per la scalata a Palazzo Chigi.

Eppure…non si sa mai.