E’ avellinese il fondatore del primo eremo di clausura in Pakistan

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In Pakistan in cui il 95 per cento della popolazione è musulmana, dal 1959 esiste un convento di contemplative domenicane. La clausura ospita nove suore di cui sette pachistane, una americana e una srilankese. È il monastero degli Angeli di Karachi. Le religiose dedicano la loro vita alla preghiera perpetua per i cristiani, ma non solo. “Ad ogni ora del giorno – raccontano – c’è almeno una sorella presente nella cappella per la preghiera e l’adorazione perpetua del Santissimo. Le nostre preghiere non sono solo per i cristiani, ma per tutti senza alcuna distinzione. Persone di ogni credo vengono da noi a chiedere l’aiuto della nostra preghiera. Oltre ai cattolici vengono anche musulmani e protestanti. Molti ci scrivono lettere o telefonano, oppure mandano fax e mail per chiederci di pregare per loro”. La madre superiora del monastero e la sua assistente leggono i giornali per informarsi sulla situazione del mondo. “Comunicano alle altre sorelle le cose più importanti che sono successe come gli attentati, l’aumento dei prezzi o altri avvenimenti che sono motivo di bisogno o di sofferenza per la popolazione. Noi aggiungiamo questi fatti alle altre intenzioni di preghiera”. Il monastero ha una casa di accoglienza dove singole persone, gruppi di religiosi o laici sono soliti andare per meditare e pregare. “Curiamo noi stesse l’accoglienza per i visitatori e cuciniamo anche per loro”. A separare le suore dal mondo esterno c’è sempre una grata. La storia della nascita del convento di Karachi inizia negli anni cinquanta. Fu il domenicano Francesco Benedetto Cialeo, missionario di origine avellinese divenuto poi vescovo di Faisalabad nel 1960, a cercare la strada per aprire un convento di clausura in Pakistan. Conobbe delle suore contemplative a Los Angeles e cercò di favorire il loro arrivo nel suo Paese d’adozione. La fondazione della clausura avvenne però qualche anno dopo su iniziativa di monsignor Joseph Marie Anthony Cordeiro. Quando divenne arcivescovo di Karachi nel 1958, una delle sue prime decisioni fu quella di invitare una comunità di contemplative nella diocesi. Dopo nove anni, il 20 luglio 1968, il convento venne trasferito da Ingle road alla sua sede attuale fuori Karachi.

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