Dubbio playoff, proteste e tensioni: l’analisi del week-end del campionato di Promozione

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Dopo il binario morto di gennaio, il torneo cadetto regionale sembra essersi acceso più che mai, complici gare interessanti e combattute, ma soprattutto fattori extra campo. Il week-end appena trascorso ha sancito – qualora ce ne fosse ulteriore bisogno – che la corsa promozione diretta è limitata ad un discorso interamente caudino. L’incognita sta nella disputa o meno dei playoff, lo scorso anno il Grotta ha avuto accesso direttamente alla finalissima regionale e quest’anno potrebbe essere lo stesso per l’Audax che vanta undici lunghezze di distanza dall’Eclanese, ma occhio ancora ai giallorossi che devono recuperare una gara.

Il divario è stato sancito proprio dalle ultime due giornate, il club di Mirabella le ha perse entrambe, sia che sullo scranno sedeva Iannuzzi o Bozzi (un avvicendamento, tra l’altro, riproposto sulla stessa panchina a distanza di quindici anni). Il Grotta ha tirato un brusco freno a mano, era passato un girone intero senza sconfitte per Tranfa e soci e c’è voluto di nuovo l’Ariano (Re dell’Ufìta) a fermare la truppa di Grottaminarda. Insieme al successo di Coppa le vittorie arianesi nel derby sono tre su tre negli ultimi due anni. Da sottolineare le traverse di Tranfa e Calabrese e l’ermetica difesa biancazzurra, che si è portata a casa tre punti tirando due volte in porta. Poi c’è l’Audax che ha vinto contro il Serino, in settimana contro la Vis e ieri di misura ha regolato – non senza suscitare proteste – il Solofra, seminando sul percorso le dirette inseguitrici.

Veniamo ai fatti di Mugnano del Cardinale: il match Carotenuto-Accadìa ha affossato nuovamente i rossoneri in fondo alla graduatoria. Il malcontento della tifoseria locale si è abbattuto quindi sugli ospiti pugliesi. Si parla di insulti, minacce e tentata aggressione, con dirigenti e tesserati appenninici costretti a lasciare l’irpinia scortati dai carabinieri della compagnia di Baiano. Ennesima pessima figura del calcio, che si somma al pre-partita di Paolisi-Virtus Goti. Allora gli episodi, avvenuti fuori dal campo, non erano valevoli di giustizia sportiva, questa volta invece il Carotenuto rischia una serie di provvedimenti da parte del Giudice Sportivo.

Episodi simili sono avvenuti anche in Prima Categoria ma sempre nel Mandamento: è stato il Centro Storico a lamentare un tentativo di aggressione da parte del tifo sirignanese. Otto giorni dopo la situazione non è affatto cambiata.

Il caos non sembra placarsi anche a causa della confusione burocratica. Molti dirigenti hanno espresso malcontento riguardo i ritardi in Federazione: gare che si dovrebbero recuperare ancora senza date e ricorsi senza esito (vedi Taurano-Accadìa e Paolisi-Grotta ad esempio).

Infine il “severo” comunicato del Solofra, premesso: il rigore c’era, anzi complimenti all’arbitro Palomba per aver visto il tocco di mano da parte di un calciatore del Solofra. Quando si va fuori è lapalissiano aspettarsi un atteggiamento ostile da parte di tifosi e dirigenti locali. Forse i fatti del “Canada” denunciati dai conciari sono eccessivi e meritevoli di qualche sanzione, ma un “mea culpa” per la sconfitta sarebbe doveroso. A Cervinara è andato in scena un vero e proprio “festival del liscio”, il portierone biancoceleste non era in gran forma, come dimostrando alcune goffe parate, mentre le occasioni – da una parte e dall’altra – si sono sprecate. Forse è proprio questo il limite dell’undici di Ciaramella: non concretizzare la mole di occasioni creata.

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