“Dual Broker”: scoperta frode milionaria. Coinvolti due avellinesi

0
475

Quattrocento milioni di euro in fatture false con la conseguente evasione Iva di circa 80 milioni, 34 indagati, 53 immobili sequestrati oltre a autoveicoli di lusso e cospicue disponibilità finanziarie: è il bilancio di un’operazione su una frode ‘carosello’ condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli e Salerno che ha interessato diverse località di Campania, Lazio, Piemonte e Basilicata. Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura partenopea, una complessa rete di 39 società italiane e tre estere, attive nella commercializzazione di telefoni cellulari e prodotti tecnologici. Ad Avellino sono stati indagati l’amministratore FTB e il consorte operanti per nome e per conto di due società. Secondo gli investigatori, a capo della frode vi era un ragioniere specializzato nella creazione di reti societarie. L.D.F. aveva costituito delle vere e proprie società di comodo, le cosiddette ‘cartiere’, amministrate da ‘teste di legno’ con sedi in diverse regioni italiane e anche all’estero, create con il solo scopo di acquistare ingenti quantitativi di prodotti tecnologici senza l’addebito d’imposta. Tutto sfruttando anche i canali degli acquisti intracomunitari e di operatori commerciali attivi nella Repubblica di San Marino. Le partite di merci venivano poi convogliate verso due imprese di broker, effettivamente attive sul mercato, che potevano così vendere in Italia a un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato. La particolarità messa in piedi dal ragioniere e dagli altri appartenenti al gruppo criminoso è rappresentata dall’uso di due differenti imprese di brokeraggio che si sono avvalse di vari gruppi di cartiere, disposte su più livelli della catena commerciale, formando così numerosi canali di commercializzazione, alternativi tra loro, per contenere i rischi legati all’individuazione del sistema fraudolento. Inoltre, al classico meccanismo della ‘frode carosello’, è stata aggiunta l’ulteriore rivendita di telefonini e prodotti Hi-fi a cartiere create in altri Stati dell’Unione europea come Ungheria e Slovacchia che cedevano nuovamente i beni alle cartiere nazionali, rinnovando il ciclo di passaggi commerciali fittizi per abbattere ulteriormente i prezzi applicabili e rendere ancora più difficoltosa la ricostruzione dei trasferimenti di merci e delle sottostanti transazioni finanziarie.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here