Napoli – Il Consiglio Regionale della Campania ha proseguito il dibattito sul Documento di programmazione economica e finanziaria presentato nella seduta di ieri dal Vicepresidente della Giunta regionale e assessore al bilancio, Antonio Valiante. “Si tratta – ha affermato il capogruppo della Margherita Mario Sena – di un’occasione di confronto molto importante. In particolare, il Documento evidenzia che nel 2005 in Campania c’è stato un crollo del Pil regionale e mette in campo un’analisi precisa e fredda dalla quale partire per rilanciare l’economia campana. Va evidenziato – ha aggiunto Sena – che le risorse europee non possono essere sostitutive degli investimenti nazionali e privati. Il punto fondamentale del documento riguarda lo spirito concertativo della programmazione e il mettere in sinergia tutti gli interventi per lo sviluppo. In particolare sui fondi comunitari, i documenti relativi alla programmazione europea dovranno essere rimessi agli approfondimenti della competente commissione per il monitoraggio della spesa dei fondi europei. Ciò – ha spiegato Sena – evidenzia l’intento di mettere in campo una sinergia interistituzionale per lo sviluppo. Al centro del documento viene individuata una regione, posta nel cuore del Mediterraneo, che ha tante potenzialità su cui puntare, come il turismo e l’agricoltura, dove, però, nonostante i fondi Feoga, non si sono registrati buoni risultati”. Sena si è, poi, soffermato sulla “necessità di garantire la semplificazione e il riordino della Pubblica amministrazione e di completare il conferimento delle funzioni amministrative agli Enti locali e di risolvere il grande problema della imparzialità e dell’efficienza della Pubblica amministrazione”. Diversa la posizione degli azzurri che nella persona del capogruppo Cosimo Sibilia, considerano “il Dpef come un trattato sui massimi sistemi economici, giunto in Consiglio in ritardo, violando le norme regolamentari, e non consentendo ai consiglieri di approfondirlo. C’è, poi, un’altra questione fondamentale: questo documento è stato già bocciato dalle piccole e medie imprese che, pur costituendo il 95% del tessuto produttivo regionale, non sono state coinvolte in questo documento, negando ogni possibilità di concertazione. Il Dpef è l’ennesima bufala. Delle miserie strutturali della Campania, invece, il documento tace ponendosi in linea con il passato e prevedendo nuovi organismi regionali sempre più costosi e sempre a carico dei cittadini, costretti a pagare le tasse più alte di Italia e a convivere con i rifiuti”. A rincarare la dose ci pensa il diessino Angelo Giusto nonché presidente della Quinta Commissione Sanità. “Questo è l’ultimo giorno per esprimere un voto d’ubbidienza”. “L’esecutivo, come si comporterà, uguali risposte avrà”. Angelo Giusto attacca l’esecutivo Bassolino e la maggioranza . Le accuse vanno dall’industria all’agricoltura, dall’uso dei fondi Por alla sanità, dalle infrastrutture alla ricerca, dalla burocrazia al lobbismo. Il consigliere diessino si dice contrario al Dpef. “Se resta così com’è io sono contro devono entrare modifiche fondamentali avanzate sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Altrimenti si tratta solo di una operazione mediatica”.
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