Dpcm, restrizioni per i commercianti: la nota di Confimprenditori

Dpcm, restrizioni per i commercianti: la nota di Confimprenditori

27 Ottobre 2020

La nota di Confimprenditori: “Se siamo tutti sulla stessa barca perchè a remare siamo solo noi? Siamo pronti a chiudere se questo ci verrà chiesto e se serve per riaprire nel periodo natalizio, ma in cambio chiediamo lo stop definitivo del pagamento delle utenze, delle tasse, delle imposte, dei fitti , dei mutui e della miriade di incombenze che in questi mesi sono addirittura aumentate. Sia chiaro non sospensioni temporanee o rinvii ma uno stop definitivo per tutti i giorni di chiusura. Inoltre è necessario garantire un indennizzo economico per le nostre famiglie , così come si fa con gli altri lavoratori. Altrimenti è ovvio che ci saranno delle proteste. Se siamo tutti sulla stessa barca siamo stanchi di remare da soli. Bisogna avere il coraggio di parlare chiaro. C’è una categoria per esempio che non è stata toccata per niente dal coronavirus: i dipendenti della Pubblica Amministrazione, che nel periodo di smart working, devono rinunciare solo ai buoni pasto. Tutto il resto, lo stipendio e il posto, sono garantiti.. Per dare dei numeri sono oltre 3,2 milioni di dipendenti pubblici a tempo indeterminato in Italia costano 160 miliardi di euro all’anno, su 750 miliardi di spesa totale. Sono 13 miliardi di stipendi al mese. Non solo, spesso hanno usufruito anche dei vari bonus come quello per le vacanze, per i monopattini, baby sitter ecc.. E’ ovvio che a questa categoria va chiesto un sacrifico, da qui la nostra proposta di ridurre la retribuzione dei dipendenti pubblici esclusi ovviamente quelli impegnati in prima fila nell’emergenza ossia personale sanitario e forze dell’ordine. Se siamo sulla stessa barca ripeto non è possibile che l’apparato statale è tutelato al 100%, mentre il sistema delle partite iva, dalla ditta individuale all’azienda quotata in borsa, che con le loro tasse finanziano anche gli stipendi dei dipendenti pubblici, viene affossato. La diminuzione dello stipendio agli statali si tratterebbe di una misura eccezionale, per far fronte ad un’emergenza mondiale, che tutelerebbe anche e soprattutto i dipendenti pubblici, perché se non si fa questo le imprese saranno costrette a chiudere e non pagheranno più tasse e i dipendenti privati e i liberi professionisti che non hanno un’entrata, oltre a non pagare le tasse non consumeranno più e questo porterebbe ad un unico finale: il default dello Stato. C’è di più, in un paese davvero solidale questa proposta dovrebbe venire proprio dai rappresentati del pubblico impiego e non essere sollecitato dal mondo delle imprese. Quanto falso buonismo c’è in giro ecco perchè siamo tutti nella stessa tempesta è vero, ma non sulla stessa barca”.