Dopo Le Iene, si muove qualcosa per la dipendente De Angelis: “Sarò contenta quando saprò cosa devo fare”

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Marco Imbimbo – L’amministrazione comunale prova a trovare una risposta al disagio lavorativo della dipendente Paola De Angelis. La donna si era vista costretta a ricorrere a “Le Iene” per denunciare quello che, a suo dire, è un caso di mobbing da parte dell’ente.

Assunta come funzionaria di categoria D, non aveva mai ricevuto incarichi per quella qualifica, tra l’altro, data la sua disabilità, era stata relegata in un ufficio isolato al piano terra. Questa mattina c’è stato un confronto tra la dipendente, l’assessore al Personale, Anna Carbone, e il segretario generale, Riccardo Feola.

Un incontro da cui sono venute fuori varie proposte di impiego in altri settori, principalmente i Servizi sociali, ma anche il potenziamento del Punto d’ascolto dei cittadini da lei gestito. Insomma, qualcosa comincia a muoversi. «Sarò contenta quando avrò ben chiaro quello che devo fare – precisa De Angelis. C’è stata finalmente un’apertura e un dialogo che è quello che volevo. Ora dobbiamo solo passare all’azione e trovare il modo di essere utile ai cittadini perché quello è il bene primario». Resta la questione della collocazione del suo ufficio, attualmente ubicato al piano terra dell’ente.

«La collocazione è un aspetto secondario – sottolinea – preferirei stare al secondo piano con i miei colleghi, ma mi hanno spiegato che non è possibile per una questione di sicurezza». Per provare a risolvere la sua situazione è stata costretta a rivolgersi a Le Iene, una scelta che è diventata obbligata come lei spiega: «Quando non si hanno più canali di intermezzo c’è bisogno di un’azione forte. Ricevevo troppi silenzi alle mie domande, oggi sembra sia cambiato qualcosa».

Anche l’assessore al Personale, Anna Carbone, ha voluto fare il punto della situazione e ricostruire l’intera vicenda. «Come amministrazione non abbiamo mai sottovalutato il problema, anzi era stato già avviato un progetto molto utile per la città che è il “punto di ascolto”, istituito con grande impegno e che la stessa dipendente se n’era fatto promotrice. Si tratta di un luogo privilegiato dell’incontro tra domanda di servizi sociali e l’offerta da parte dell’’amministrazione. Evidentemente, la sua importanza, non è stata compresa dalla cittadinanza, quindi faremo di tutto per potenziarlo».

Per la Carbone, il caso De Angelis non è stato risolto grazie a Le Iene perché qualcosa già si stava muovendo prima del servizio. «Dopo il passaggio della dipendete dal Patrimonio ai Servizi Sociali, è stato dato vita al “punto d’ascolto”. A settembre, dopo un anno di congedo, la dipendente è rientrata in servizio e, da quel momento, è stato ripreso il discorso sull’individuazione di quelle mansioni di affidarle». Mentre per quanto riguarda la collocazione dell’ufficio al piano terra, chiarisce: «E’ stata una scelta obbligata, il servizio “prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro” aveva individuato nel piano terra il luogo adatto per gli uffici da destinare ai dipendenti disabili, perché più prossimi ai punti di evacuazione in caso di emergenze come terremoto o incendio. Era necessaria una soluzione conforme alla normativa sulla sicurezza. Inolter la stessa dipendente aveva chiesto un posto con maggiore privacy, data la delicatezza del punto d’ascolto e del rapporto con l’utenza. Forse c’è stato un malinteso».

Al di là della vicenda l’assessore Carbone sottolinea come, a tutela dei dipendenti, esistano vari strumenti come «la tutela contrattuale e la rappresentanza sindacale che, dal mio punto di vista, sono al di sopra de Le Iene. Inoltre c’è il “Cug”, comitato unico di garanzia che è un organismo molto importante perché fa da mediazione tra l’amministrazione e i dipendenti con disagi. Mi sono stupita come non si sia rivolta a questi organismi. Inoltre, siccome a maggio ho avviato il rinnovo dei componenti del Cug, ho chiesto a De Angelis di farne parte parte data la sua sensibilità e conoscenza diretta del problema che potrebbe essere d’aiuto agli altri dipendenti».