Dopo l’attentato a Capocastello, questa mattina nuovi interrogatori

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Mercogliano – Dopo l’attentato di ieri ai danni del bar di uno dei cinque ragazzi arrestati per la morte di Mauro Cioffi, continuano senza sosta le indagini da parte degli inquirenti. Carabinieri e Polizia stanno facendo di tutto per risalire agli autori del gesto. Intanto si resta in attesa di conoscere i risultati delle prove dello stube effettuato sui cinque arrestati che, ricordiamo, restano tutti in Carcere compreso il 17enne di Monteforte Irpino la cui posizione negli ultimi giorni si è aggravata con la decisione del Gip di affiancare alla rissa aggravata anche il capo d’imputazione dell’omicidio. La prova dello stube viene ritenuta in questo momento un esame molto importante in quanto consentirà di chiarire molte cose in merito alla reale dinamica dei fatti. In questo momento infatti è necessario stabilire con certezza chi, di fatto, sabato notte ha premuto il grilletto che ha fatto partire il colpo che è costato la vita al 19enne originario di Gragnano. Resta invece il mistero della pistola e del bossolo che non sono stati ritrovati: ieri sono proseguite le perquisizioni così come questa mattina. Intanto secondo indiscrezioni, gli inquirenti starebbero valutando un’altra pista: l’ipotesi che la pistola utilizzata sabato notte sarebbe stata consegnata al 19enne poco prima della mezzanotte nei pressi del Tribunale dove si sarebbe riunita proprio la comitiva di Mauro prima di trasferirsi in Via De Concilii. E sempre questa mattina c’è stato uno “strano movimento” presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Via Roma con amici e parenti dei cinque arrestati che hanno ‘stazionato’ davanti alla sede dell’Arma dei Carabinieri. Inoltre, sempre i Carabinieri hanno ascoltato altri testimoni sia per l’episodio che si è verificato a Capocastello che per la tragedia di sabato notte. (e.b.)

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