Donne ed esercito: ritardi ed eccellenze nel convegno alla Berardi

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Avellino – Italia ultima ma meglio arrivata in quanto ad arruolamento delle donne nell’esercito. Si è tenuto questa mattina presso la Caserma Berardi in Viale Italia un incontro dibattito sul tema del reclutamento militare delle donne.

Presenti il generale Pellegrino Modugno, Presidente della Sezione Unuci di Avellino, il colonnello Michele Galantino, comandante 232esimo reggimento trasmissioni di Avellino, il Tenente Antonio Della Porta, consigliere Unuci, il Generale Luigi Epifani, Comandante Cme Napoli, il Colonnello Carlo Cisbani, direttore Cse Foligno, il Tenente Maria Di Lorenzo, medico Cme Napoli, il questore di Avellino, Antonio De Jesu, il comandante rovinciale dei carabinieri, Antonio Sgambati della Casa Circondariale di Avellino, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Mario Imparato.

A dieci anni da quella che può essere considerata una vera e propria rivoluzione, avvenuta dopo 20 anni di discussioni, è possibile fare un primo bilancio sull’apporto che è stato dato alle forze armate dalle “quote rosa” militari. L’Italia arriva ultima rispetto al resto dei paesi occidentali, ma a differenza degli altri Stati, nel nostro paese non sono stati fissati limiti d’accesso nell’ottica di voler né penalizzare né avvantaggiare il gentil sesso sui teatri operativi militari. Nel corso di questi anni sono stati sposati i criteri dell’equità e della flessibilità, tenendo però sempre conto delle inevitabili differenze tra uomo e donna, differenze ovviamente fisiche.

In tale ottica, gli arruolamenti sono stati aperti alle donne seguendo un criterio di progressività allo scopo di procedere velocemente sulla strada della riforma ma garantendo nel contempo un’organizzazione tale da prevenire ogni possibile attrito. Si è iniziato con gli ufficiali donna reclutati tra i laureati, acquisendo così in Forza Armata anche professionalità nuove come le sociologhe. Quindi è stata la volta dell’Accademia Militare seguita dai primi Sottufficiali. Per i Volontari in Ferma Breve, militari di truppa, già da quest’anno si è aperto il reclutamento soltanto per l’Esercito, mediante un concorso straordinario.

L’Italia arriva quindi ultima ma più ‘equa’ rispetto alle altre nazioni, perché anche le italiane, da 10 anni a questa parte, possono scendere in campo con il “pugnale tra i denti”.

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