Donne bocciate, D’Amelio e Lomazzo: “Che brutta pagina”

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Avellino – Ad intervenire sulla votazione in Parlamento, che ha impedito alle donne di avere quote riservate nelle prossime politiche, interviene anche l’Assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania, Rosa D’Amelio. “La possibilità di una dignitosa presenza di donne in politica e nelle istituzioni ha subito l’ennesima bocciatura. Un atto che segna un vergognoso record e che non rispetta nemmeno i dettami costituzionali come l’articolo 51. Proprio a questo proposito lo voglio ricordare: ‘Tutti i cittadini
dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini’. Mi chiedo dove sia il rispetto delle pari opportunità nel comportamento di molti parlamentari nella votazione di ieri. La gravità di quanto è stato fatto ci porta ad essere uno dei Paesi al mondo più arretrati da questo punto di vista. Mentre in tante nazioni dell’Europa la presenza delle donne nelle istituzioni politiche si fa sempre più visibile, in Italia, invece, si mettono in pericolo tanti diritti conquistati con grandi sacrifici da parte delle donne”. Sulla stessa linea d’onda, la consigliera provinciale di Parità Mimma Lomazzo. “Le donne bocciate in Parlamento. E’ una brutta pagina quella che si è registrata”. Così in sintesi la consigliera provinciale di Parità Mimma Lomazzo. “Le proposte e gli emendamenti alla legge elettorale, volti a favorire il riequilibrio della rappresentanza parlamentare, sono stati miseramente bocciati da una parte cospicua e trasversale di deputati e deputate italiane. La legge elettorale, così come è stata approvata, viola e mortifica il significato dell’art. 51 della nostra Costituzione, così come è stato recentemente modificato al fine di promuovere il riequilibrio della rappresentanza tra uomini e donne anche nelle cariche elettive. Contrasta inoltre con la raccomandazione europea secondo cui nessuno dei due sessi può essere rappresentato nelle liste elettorali in misura superiore ai due terzi. Quello che si è verificato è gravissimo: perchè si è negata nel nostro paese la possibilità di accelerare il percorso della realizzazione di una democrazia sostanziale dove gli uomini e le donne hanno davvero pari dignità di partecipazione in tutti gli ambiti della vita sociale. I parlamentari uomini hanno chiesto il voto segreto per non mostrare ancora una volta il loro voto maschilista e soprattutto il loro attaccamento al potere”.

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