Dolce Vita, ventidue indagati archiviati: c’e’ anche l’ex sindaco Laura Nargi

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AVELLINO- Ventuno indagati e la società Rds (indagata ai sensi dell’art.231 la responsabilità amministrativa degli enti (società, associazioni) per reati commessi nel loro interesse o vantaggio da apicali o dipendenti) archiviati dalle accuse provvisoriamente contestate nell’inchiesta “Dolce Vita”. Il Gip del Tribunale di Avellino Giulio Argenio, su richiesta della Procura di Avellino, ha firmato il decreto di archiviazione per dirigenti comunali, imprenditori, esponenti politici coinvolti nelle fasi dell’inchiesta e per cui dalle indagini e dalle intercettazioni non sono emersi elementi per raggiungere una eventuale condanna in giudizio. Nessun elemento sufficiente per formulare una ragionevole previsione di condanna nei confronti degli indagati che erano stati iscritti per aver presuntamente “agevolato o beneficiato di uno scambio di favori, ben articolato, che coinvolgeva in prima persona il sindaco di Avellino (Gianluca Festa), altri amministratori pubblici, nonché imprenditori locali compiacenti.
All’interno di questo sistema si collocherebbero le condotte contestate agli altri indagati… i quali con ruoli diversi avrebbero agevolato i favoritismi o beneficiato degli stessi”. Accuse archiviate perché gli elementi raccolti e le “anomalie” riscontrate nei rapporti professionali e personale tra i suddetti e il primo cittadino non appaiono sufficienti a formulare una ragionevole previsione di condanna”.
Ufficiale anche l’archiviazione dell’ex sindaco Laura Nargi, che era stata oggetto anche di una perquizione da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e dell’aliquota di pg della Guardia di Finanza in occasione dell’esecuzione delle misure nell’aprile del 2024. Nargi era stata iscritta per corruzione e turbata liberta’ nella scelta del contraente. Nel decreto di archiviazione della sua posizione. Per Nargi, all’epoca dei fatti vicesindaco del Comune di Avellino, le originarie ipotesi accusatorie, dalle quali si desumeva e ipotizzava un ruolo centrale nella vicenda giudiziaria ” in veste di responsabile della gestione, per conto del primo cittadino. di ogni affare preordinato promosso dal sodalizio” non hanno trovato riscontro nelle risultanze investigative. In buona sostanza, nonostante l’attività di indagine abbia mostrato coinvolgimento dell`indagata in numerosi episodi tra quelli attenzionati, il suo coinvolgimento si è rivelato del tutto “marginale” perché cosi e’ apparsa la conoscenza che la suddetta aveva dei vari progetti criminosi. Nargi si sarebbe limitata ad essere informata dal sindaco unicamente di alcune questioni, non assumendo mai una decisone, un ruolo di gestione, organizzazione o comunque una condotta che sia stata utile e volta alla realizzazione dei reati.